Archive for September, 2008

96 anni

Monday, September 29th, 2008

Ho sognato che avevo 96 anni. Sapevo di averne proprio 96 perché mi facevano male i piedi, dato il tacco 12 (cm) che stavo indossando. Perché, le vostre bisnonne non hanno iniziato a calzare tacchi 12 alla tenera età di 96 anni? Mi sembra ovvio, no? 

Data la vetusta età, le mie esperienze di vita mi hanno dirottata verso l’unico e solo lavoro che una donna di un certo livello desidera: essere adulata da uno stuolo di aitanti giovincelli e sgambettanti segretarie schiavizzate ai miei ordini. Ah, cavolo, questi sì che sono i miei VERI obiettivi di vita… menomale che l’ho sognato, altrimenti non ci sarei mai arrivata razionalmente.

Possiedo una rivista di moda. Questa poi…

Il mio aspetto è quello di una ragazza: capelli lunghi movimentati da morbide onde castane, viso reduce da mille milioni interventi chirurgici (lifting prenotati con cadenza settimanale, blefaroplastica bimestrale, e tutte quelle cose lì, a cui una donna non può rinunciare. Non può rinunciare se ha 96 anni). Le mie prosperose “gemelle” sbucano con prepotenza dalla profonda scollatura del sottogiacca O_o attenti alla porno-nonnetta!!

Sfoggio con soave leggerezza un tailleur nero attillatissimo, di quelli da VERA donna in carriera. So che tutto quello che porto, dagli abiti, alle scarpe, al make up è costato fior fior di quattrini Ok, le mie priorità sono confuse, lo ammetto.

Sono momentaneamente impegnata nella selezione dei prossimi fotomodelli per presentare la mia collezione autunno/inverno di abiti d’alta moda. Non mi va bene nessuno. La mia insoddisfazione perenne doveva mostrarsi prima o poi.

Sto sbraitando ordini a destra e a manca, sono circondata da ragazzini e ragazzine incapaci. Sogno isterico wow!

Sbuffo e vado all’università. Ma cavolo, se ho 96 anni dovrò pur aver smesso di frequentare quel postaccio!!

Trovo finalmente una ragazza adatta al servizio, le dico cosa deve fare e le passo una bustona con i vestiti per le foto. Torno nel mio studio e decido che non è che io sia poi così vecchia. Già già, questa non se la beve nessuno. Non me la sono bevuta nemmeno io, protagonista indiscussa del sogno.

Fine.

Dormi dormi (se se)

Tuesday, September 23rd, 2008

Dormivo.

La mattina, prima della suono della sveglia, mi alzo. Solitamente mi do un’occhiata per controllare di avere ancora una testa, due gambe e due braccia. Mi pare il minimo da quando ho scoperto che gli alieni ti rapiscono mentre dormi beato e ti lasciano sul corpo segni di “escavazione a cucchiaio”.

Insomma se ti hanno rapito puoi scoprirlo notando sul pavimento foglie secche pur non abitando nei pressi di un bosco. Puoi essere rapito mentre guidi la tua macchina, ecco perché quel giorno sei arrivato tardi a lezione senza saperti spiegare bene il perché. E ti hanno rapito anche se la mattina ti svegli e hai la maglia del pigiama indossata al rovescio, perché gli alieni a volte - nella fretta di stenderti sul tavolo d’acciaio per studiarti - compiono piccoli errori di osservazione e poi ti riportano nel tuo letto trascurando preziosi dettagli della loro intrusione nella tua vita. Oh sì. E se ti rapiscono una volta, puoi star certo che torneranno.

Ora, ieri mattina nella solita routine di controllo ecco che mi accorgo di avere indosso la maglia del pigiama al contrario. Non solo, è anche al rovescio. Ad alieni così distratti dovrebbe essere tolta la licenza di rapimento.

Chi è questo Vescovo?

Saturday, September 20th, 2008

Io e i miei amici siamo in un’altra epoca. Viviamo in un posto governato da un re e tutto procede con fatica, ma procede. Un giorno scoppia una guerra tra re e vescovo e il vescovo con tutti i suoi seguaci stanno massacrando l’esercito reale.

Io e i miei amici ci arrampichiamo sulle mura del feudo e spariamo palle di cannone sui cattivi. Cerchiamo di difendere il nostro re.

Il regno crolla nelle mani del vescovo, con tanto di bastone ricurvo e cappello a punta. Lo spazioso castello viene abbattuto e al suo posto è innalzato un maestoso ma tetro edificio irto di pinnacoli.

Il mio gruppo è intento a boicottare i nuovi regnanti. Vaghiamo per i corridoi del nuovo centro del potere e cerchiamo di colpirne il cuore pulsante.

Tra assassinii, imboscate alle guardie e sotterfugi, giungiamo infine nella sala che custodisce tutti i segreti del potere. Nel pavimento di pietra è incastonata una grande sfera, affondata per metà. Noi sappiamo che quello è il posto giusto per porre fine alle inguistizie e ci diamo da fare per compiere il nostro destino.

Saltiamo tutti insieme sulla cupola finché essa non crolla, rivelando un immenso corridoio buio. Ci caliamo nel corridoio e ci ingegniamo per riposizionare la mezza sfera - ormai rotta - nel punto originario. Riusciamo ad issarla su per il tunnel (che sembra il buco dove è caduta Alice nel paese delle meraviglie) e la fissiamo ai bordi con i pomodori.

Siamo in ascolto. Dall’alto ci giunge il frastuono del vescovo e dei suoi seguaci che ci cercano dappertutto, che temono la nostra fuga. Noi, là sotto, siamo terrorizzati al pensiero di poter essere scoperti.

Il vescovo ordina ai suoi di sigillare il passaggio al di sotto della sfera con catrame bollente. Per fortuna la sfera rotta non cede al peso del catrame, i nostri pomodori riescono a reggere tutto il peso.

Intrappolati nel tunnel, tentiamo di escogitare qualcosa per cavarci d’impaccio. Poiché è tutto completamente buio, io tiro fuori le mie candele, le distribuisco al gruppo e ci avventuriamo lungo le umide pareti del sottosuolo.

Ad un certo punto arriviamo ad una bancarella che vende quaderni e io e Marco facciamo spese. Marco cerca i quadernini con la spirale, io non riesco a trovarne e litigo con il cartolaio. Lo minaccio di dar fuoco a tutta la sua merce e lui mi regala tutti i quadernini scelti da Marco. Poi scompare.

Armati di candele, sacchetto di quadernini e buona volontà, proseguiamo nel nostro percorso.

Ci arrampichiamo su per ripide salite, spostiamo massi, cerchiamo appigli, cancelliamo le tracce. Giungiamo ai piedi di una cascata che sgorga dal soffitto e si immerge nel pavimento. Pensiamo di attraversarla ma dietro la massa d’acqua c’è solo roccia.

Ci sentiamo in trappola. Non abbiamo niente da mangiare (i pomodori li abbiamo già usati), non avremo luce per molto (le candele si consumano) e non c’è via di uscita.

Ad un certo punto arriva Giulio (nota: nel mondo reale è mio compagno di università) con in mano il compito di Reti Mobili e Multimediali. Gli domando dove lo abbia preso. Mi risponde che basta spostare un certo masso e si arriva all’Eur.

Lo seguiamo al di là del masso e ci ritroviamo ai piedi della fermata dell’autobus di Eur Palasport. Qui non ci sono vescovi, nè cannonieri o arcieri. C’è solo tanto traffico.

Io e Marco prendiamo la sacca contenente la tenda da campeggio e ci avventuriamo per la città. Anche qui ci inseguono, è il tizio dei quadernini.

Scappiamo per i campi e viviamo in tenda, un giorno qua e un giorno là. Copia del compito di Reti Mobili e Multimediali alla mano e tanta voglia di divertirci.

Fine.

Chi vuole provare ad interpretare il mio sogno? Marco ha abbozzato delle ipotesi, spero che le scriva nei commenti per renderle pubbliche. Dal canto mio, non mi sono mai divertita tanto durante la notte :-)

Su con la vita!

Monday, September 15th, 2008

Stando ai nuovi orari universitari, il lunedì ho lezione dalle 9.30 alle 11.00 e poi dalle 16.00 alle 17.45.

Per qualunque necessità, un panetto da due chili di cocaina è riposto sotto il vostro sedile.

Vi ucciderò tutte!

Friday, September 12th, 2008

Zzz, bzzz.

La sento ma non la vedo. Mi immobilizzo e cerco di concentrarmi (c’è poco da contare sulle mie capacità visive).

Zzz, bzzz.

Si appoggia sulla mia spalla. La sento che succhia. Succhia pure, schfosissimo essere volante. Con una manata la spiaccico. Ho una strisciata nera e rossa sul braccio e il cadavere tra le dita. Quelle orribili zampette zebrate, che odio!

Ti chiamano zanzara tigre, io dico che sei zebrata. Tu, inutile succhiasangue.

Una battaglia è vinta ma gli avversari si moltiplicano.

Vado in salotto e vengo assalita da un nugolo di insettoidi-vampiri. NOOOO! Devo difendermi. Mi volano davanti agli occhi ma poi scompaiono alla vista. CAVOLO! Io non mi arrenderò, giammai! Una sulla gamba: SPLAT. Un’altra sull’avambraccio: SPLAT. Una sulle dispense dell’uni (no, questa la spiattello dopo). E così via.

La notte provo a dormire. Zzz bzzz. Maledette. Escogito una difensiva. Apro la porta della mia camera, accendo la luce in corridoio e attendo. Le vedo uscire. Mi alzo in tutta fretta, spengo la luce in corridoio e chiudo la porta della cameretta: per stanotte son salva. Morirò dal caldo ma non sarò punta. (E infatti fa caldissimo).

Purtroppo sorge il sole. Sto studiando. Zzz bzzz. Mi punge sulla coscia, dito indice della mano sinistra e dito mignolo della mano destra. Poi mi punge sul naso, oggi che ho un esame. E’ troppo: sul naso no. Mi avvento sulle sue strisce bianconere mentre è posata sulla mia spalla sinistra (ancora? già).

E’ gonfia del mio preziosissimo sangue. Calo su di lei la mia mano assetata di vendetta. Finalmente è morta. Trionfante, mostro al resto della famiglia le mie ferite di guerra.

Le ucciderò tutte, oh sì. Anche se mi fanno terribilmente schifo.

L’inizio dell’Infinito

Wednesday, September 3rd, 2008

“[…] è affrontando le grandi prove che l’umanità può elevarsi alle grandi altezze. La forza che ci fa andare avanti nasce dal pericolo, dall’incertezza e dall’inquietudine. Te ne rendi conto? Ti rendi conto che, evitando le cadute e le miserie che affliggono l’uomo, l’Eternità gli impedisce di trovare le soluzioni più grandi, per difficili che siano? Le soluzioni si trovano affrontando le avversità, non evitandole […]”

Asimov - “La fine dell’eternità”