Archive for July, 2008

Universitari allo sbaraglio

Thursday, July 17th, 2008

Domani ho un esame: scritto e orale (non so come faremo a finire tutto in un giorno, vedremo).

Sconfortata dal fatto di non riuscire a fare un discorso sensato, mi sono rifiugiata su Google. Cercavo una spiegazione comprensibile sugli amplificatori ottici.

Ho trovato di meglio: LINK

Sono ancora piegata in due dalle risate. Rido ancora di più pensando alla “prestigiosità” del polimi.

Tra il dire e il fare…

Wednesday, July 16th, 2008

*** Dopo un’intensa giornata di studio *** 

Marco: “Ti passo a prendere così ci mangiamo un gelato”.

Il gelato era buono.

Marco: “Ti va di fare una passeggiata?”.

Io: “Ok.” Che ingenua. Non appena scendo dalla macchina ecco che mi si stacca il cristallo Swarovski dalla collana. Svelta come un lemure addormentato, lo acchiappo al volo.

Marco: “Brava, almeno non è caduto per terra e non si è rotto. Dai, domani lo portiamo in negozio, dovrebbe essere in garanzia”.

Ho gli occhi grandi come due palle da bowling e mi sento improvvisamente molto triste. La mia collanina verde… Sob. 

*** Il giorno dopo *** 

Da Swarovski. 20 minuti di attesa. Mentre son là con il mio aspetto da 17enne squattrinata posso osservare un distinto signore che acquista due paia di orecchini costosi (bellissimi, sbavvv). La commessa inizia a impacchettare. L’uomo “no, mi servono due pacchettini separati”.

A) uno è per la moglie e l’altro pure. Uno per il compleanno e l’altro per Natale. Sempre meglio portarsi avanti;

B) uno è per la moglie e uno per la mamma di lui (quale moglie accetterebbe un regalo simile a quello della suocera?);

C) uno è per la moglie e uno è per l’amante;

D) sono entrambi per suo diletto personale.

Insomma la commessa si comporta secondo la modalità SPCP (Servo Prima Chi Paga). Dicevo, dopo 20 minuti riesco a guadagnarmi la sua attenzione.

Commessa: “Questa collana è stata acquistata in saldo”

Io: “?”

Commessa: “Se lei firma qua e qua la collana andrà in riparazione, però siccome il pezzo è fuori produzione non la riparano”

Io: “?”

Commessa: “Se mette una X qui, la mandiamo in riparazione, quelli non la riparano e la collana le torna indietro così com’è”

Io: “rotta? e che me ne faccio?”

Commessa: “Ha già provato ad incollarla da sola?”

Io: “No.”

Commessa: “Non è rotto, è solo scollato. Ha già provato ad incollarlo da sola?”

Io: “…”

Commessa: “Ha già provato ad incollare il cristallo alla collana?”

Io: “NO!.”

Commessa: “però il pezzo è fuori produzione”

Io: “!”

Commessa: “bla bla bla bla…”

Io: “RICAPITOLIAMO!!!!”

La commessa torna in sé. La collana parte alla volta del centro riparazioni. Spero che torni RIPARATA. Altrimenti non torna più: mi fanno un buono per comprare un’altra cosa. Ciò comporterebbe gli orecchini verde smeraldo soli nel loro magnifico colore.

*** Lo stesso giorno, prima ***

Io: “Oggi mi sento carica. Andiamo a fare il giro del lago!”.

La passeggiata nel bosco è chiusa. Ci sono anche i carabinieri e qualche masso caduto dall’alto.

Marco: “Vabè, prendiamo la panoramica”.

Strada chiusa.

*** L’indomani ***

Mamma: “Perché non vai a Frascati a prendere il bigliettino del ristorante Tal dei Tali, forse hanno cambiato numero dato che al telefono non risponde mai nessuno”.

Io: “ok”.

Arrivo a Frascati, non ricordo assolutamente dov’è che si trova il ristorante Tal dei Tali. Cammina cammina, ecco là l’insegna. Mi appropinquo: il ristorante non solo ha chiuso, vende anche il locale.

Ormai siamo lì, ne approfitto: “Andiamo alle bancarelle di FrascatiNotte!”.

Per il primo anno, le bancarelle non sono lì dove dovrebbero essere.

Marco: “Forse le hanno spostate in piazza”.

Arriviamo in piazza. Nemmeno l’ombra di un chioschetto.

Jex, sei proprio sicuro che io debba continuare a scrivere sul blog?

spam dappertutto & fagiolini

Thursday, July 3rd, 2008

Il mio blog piace moltissimo agli spammer, pertanto scusate se mi “perdo” qualche commento “nonspam”.

Siccome questo è un post INUTILE, scriverò inutilità: AUTO-SPAM. Faccio da me. Dai, proviamo.

Tipo che devo finire un puzzle da circa 3 mesi. Buona parte dei miei vestiti non trova posto dentro l’armadio (non me lo spiego, la mattina non so mai cosa indossare eppure sono piena di roba, bho!). Due paia delle mie scarpe dormono nella bottega del calzolaio, chissà se si sono ambientate..

Ho voglia di abbronzarmi, un po’.

Vorrei finire di leggere un paio di libri entro la prossima era glaciale.

No, le zanzare non mi piacciono, nemmeno quest’estate.

Il mio vicino lato cucina ha acquistato una nuova piscina e mi domando perché non abbiamo socializzato di più quando eravamo piccoli: a quest’ora starei spaparanzata al fresco nel suo Villaggio Vacanze. Gratis.

Devo farmi venire voglia di trovare il lato “simpatico” delle persone. Se mi avanza tempo.

Anzi, se mi avanzasse del tempo starei di più con le persone a cui voglio già un sacco di bene, ma non ho tempo di dimostrarglielo.

Adesso che fa caldo, la mia vicina dal muro rosso è stressata e urla. Non può essere più stressata di me & mia sorella! Noi non urliamo, noi - quando siamo a casa - ne approfittiamo per recuperare le energie. Vai a capire Mrs Energizer.

Domani è venerdì. Cavolo, domani è ANCORA venerdì… ma cosa devo aspettare?

Poi è sabato, poi è domenica, poi è lunedì, eccetera.

Un altro vicino lato strada stamattina potava un pino marittimo. L’ha potato così bene, dovreste vedere. Stamattina il pino era lì, in piedi, ed era in grado di offrire ombra. Questa sera - del pino - è rimasta solo l’essenza. Un’essenza senza rami. Mi dispiace sempre quando guardo il paesaggio e trovo un “vuoto”, mi ricorda che prima c’era qualcosa: non so nemmeno se mi piaceva, solo che era lì. Poi *puff* e io mi giro a guardare il vuoto finché non passa un po’ di tempo e non ci faccio più caso.

Un farmacista tramutato in psicologo fa un test a tutti quanti: ovviamente su 16 persone io sono l’unica che ha come risultato “continua”. Sono una persona “continua”. Io sono “continua”.  (Eh? non mi piacciono i test. Non mi piacciono quelli di valutazione, ancora meno quelli psicologici).

Adesso siamo in luglio, poi viene agosto e settembre e tutti gli altri. E così via. Non è che posso essere così stanca tutte le sere. No.

Fagiolini magici in cambio di profumi. Equo.

Una doccia fredda alle 6.35 e si parte. Un’altra appena rientro e casa e si continua. E un’altra se mi va. Tanto è fredda. Tanto si asciuga.

Parcheggio sotto lo stesso albero tutte le mattine, tutte le sere ho un volantino sul lunotto posteriore dell’auto: prestiti, assicurazioni, prestiti, prestiti, 500 euro fac-simile (adesso so di che colore è la banconota da 500 euro), prestiti, assicurazioni. Meglio di un vetro spaccato, sicuramente. Però che noia.

La signora delle pulizie entra in aula, saluta ed esce. Niente di più (no, non pulisce, nemmeno per finta. La mia allergia fa furore ultimamente… grazie alle balle di polvere che rotolano per ogni dove. Grazie signora dalla tutina gialloblu, ti pagano pure).

C’è il sole. Sì, c’è il sole. Lo vedo che c’è. Lo vedo dalla finestra.

parli del mal di testa e lui ti avvinghia

Tuesday, July 1st, 2008

Stamattina mi sono svegliata a causa del mal di testa. Una schifosissima, orribile, disgustosa cefalea che mi avvinghia e mi fa impazzire.

Faccio colazione premendo forte la mano su un occhio, sperando di contenere la crisi. Solita ruotine mattiniera e salgo in macchina. Ora lo scrivo: guidare con il mal di testa è quasi peggio che guidare ubriachi, mi sarei tolta la patente da sola.

Arrivo a scuola nervosa come non mai, con istinti omicidi, desideri suicidi, arrabbiata con ogni singolo pezzettino della mia cefalea.

SONO IN CRISI.

Mentre vegeto spalmata sul tavolo e continuo a premere convulsamente un occhio, l’altro occhio, spingere forte le tempie, comprimere la radice del naso, contorcermi nel tentativo (vano) di calmare il dolore, cercare di respirare e via discorrendo, noto che il docente mi lancia sguardi interrogativi.

Mi prende uno sconforto così grande che immediatamente ho un groppo in gola e un’infinita voglia di piangere. Perdo un punto di riferimento, è come se vedessi ogni cosa distorta.

Non è giusto soffrire di mal di testa, è letteralmente una tortura: non riesco a pensare ad altro se non che mi è impossibile svolgere le più comuni attività, per esempio stare a sentire qualcuno che parla. Inizio ad isolarmi da tutto e tutti, a rispondere secca a Marco, non riesco più a coordinare gli occhi, mi viene da vomitare tutta la mia rabbia e vorrei urlare che non ce la faccio a sopportare questa cosa, anche se sono consapevole che esiste di peggio, a volte desidero solo appallottolarmi, nascondermi e non farmi trovare dalla cefalea. Tanto vince sempre lei.

Insomma c’era una lezione su nonsocosa, ho dovuto chiamare la mamma per venirmi a prendere, già, io+cefalea non siamo in grado di guidare fino a casa. Chissà quando dovrò lavorare quanto sarà brutto piantare tutto e tornarmene a casa in stato di zombie morto. Mi sento sconfitta.

Quello che mi fa più rabbia in assoluto è che questi attacchi mi stanno colpendo sempre più spesso e io avrei un mucchio di cose da fare, non ho tempo da perdere per stare appresso alla mia testa!!!
LA ODIO!!!!

 

DETESTO LA CEFALEA!!!!! Mi sveglio anche di notte tanto mi fa male, mi viene in modalità random, non la posso prevedere, non la posso far passare, mi viene da vomitare, barcollo peggio di un’ubriaca, rispondo acida a chiunque e mi viene da piangere. Peccato che piangere alimenti la sua forza. E uccida la mia.

 

Uno sfogo virtuale, scusate. Io non ce la faccio più. Un mal di testa noioso da leggere, che mi manda fuori di senno. Sono sfinita.