Buffer Overrun!
Wednesday, January 30th, 2008A volte la pura teoria può risultare noiosa.
Ecco la dimostrazione che l’overrun non capita soltanto come esercizio d’esame!
A volte la pura teoria può risultare noiosa.
Ecco la dimostrazione che l’overrun non capita soltanto come esercizio d’esame!
Ricordate il mio post riguardo l’odio profondo che provo verso le svegliette? Abbandonata l’idea di usare una sveglietta vera e propria, tiro avanti con quella del cellulare. La famosa “Je t’aime”.
Sabato mattina scorso (sempre di sabato mattina, per carità!!!) la sveglia era puntata alle ore 8.30 dato che avrei voluto sfruttare l’intera giornata per studiare. Ore 10.30 mi alzo di soprassalto e scopro che la sveglietta non hai mai suonato. Immagino di essermi alzata nel sonno e di averla disattivata incosciamente e la cosa finisce là.
Domenica suona, lunedì suona, martedì (cioè oggi) non suona. Ne deduco di non essere sonnambula e di non essere io la causa della sveglia che non sveglia. Immagino che la sveglia abbia timore di me e non osi più fare nemmeno il suo lavoro!!! E ora come la mettiamo???
Io la notte non dormo, salvo momenti di crollo fisico. Lunghe riflessioni non mi portano da nessuna parte. Pensavo di trasferire il letto in cantina così da avere più spazio per altre scarpe. Sono di nuovo preda di giramenti di testa. Non quelli tipicamente femminili che fanno molto principessa vecchio stile, ma giramenti da carenza di sonno. Mi pare - ma preferirei sbagliare - che il punto focale si avvicini al mio desiderio di scossa. Come se intorpidire la capacità di attenzione potesse farmi sentire più me. Un po’ distorta. A tratti delirante. Già. Oppure è tutto più semplice e il mio orologio biologico è solo settato male. Difatti dopo che sento suonare la radiosveglia del mio papà mi addormento in un battibaleno. Peccato che la mia sveglia sia puntata appena mezz’ora più tardi. Ma come sto bene in quella mezz’ora! E allora immagino di soffrire di una sorta di insicurezza. Non mi piace che la casa dorma. Desidero che qualcuno vigili sui miei momenti di stand-by. Io dormo, qualcuno però controlli che vada tutto bene. Che so, potrebbe capitare qualcosa di terribile mentre non sono vigile, non voglio. Potrebbe, per esempio, materializzarsi un alieno dietro la tenda della doccia, la mia tenda con i pinguini. E non ci sarebbe nessuno lì ad accoglierlo con un caloroso benvenuto. E l’alieno magari inizierebbe a sentirsi un po’ stranito, malvoluto, in inimicizia con la famiglia. Nondimeno potrebbe dichiarare guerra al pianeta Terra per la frustrazione causatagli. Preferisco evitare, grazie. Sveglia di notte, ghiro di giorno. Di giorno dormire non è più un problema. Meglio se mamma è indaffarata con le pulizie. Dormo benissimo. Peccato che il mondo, là fuori, non riesca ad allinearsi con le mie esigenze. Quindi suona “Je t’aime” alle ore 6.30. Mi devo alzare. Attenzione, non sono quasi mai felice di dovermi alzare. Ancor meno felice è - però - il dovermi addormentare. Talune volte ciò non coincide con il dovermi sdraiare, ragion per cui forse è meglio se mi tengo il letto in camera. Mi sento spossata. Del tutto inutile provare a distendermi chiudendo gli occhi e cercare di non pensare. Pensare fa male, rimuginare ancora di più. Infilare una parola sull’altra sul blog è quasi catartico. Mai quanto telefonare a dolcemetà e scoprire che si è dimenticato il cellulare acceso. Evento raro. Dolcemetà è una persona normale, la sera va a dormire e la mattina si sveglia. Io preferirei trascorrere la notte a chiacchierare, la mattina fino l’ora di pranzo dormire e il pomeriggio escogitare il modo definitivo per riuscire a conquistare il mondo. Strano ma possibile, se non dormo evito la cefalea tensiva. Guadagno in cambio un senso di pesantezza che mi schianta al suolo. Anche mangiare sta diventando sempre di più un problema. Resiste il miele, la marmellata e le fette biscottate. Tutto il resto è un insieme di sostanze che mi devastano la pancia. Il bello è che non vario di un etto. Vuoi mettere il desiderio di fronte una pizza margherita e papparsela con gioia? Vuoi mettere il senso di mortificazione quando sopraggiunge un molesto dolore altezza pancia? Sto diventando triste. Forse non importa, forse potrei convertirmi a frutta & verdura, al pesce. Forse potrei continuare ad ignorare il mal di pancia e strafogarmi di cioccolata & patatinefritte (tuttoattaccato, sì!). Forse dovrei arrendermi all’evidenza: mi cadono i capelli a gruppi di 44 in fila per 6 col resto di 2, ho le mani e i piedi blu, la pelle stile “emergenza siccità” e gli occhi miopi, che non ci vedo più tanto bene nemmeno con le lenti revisionate. A questo punto divento noiosa. Indi per cui è ora di trovare un nuovo libro da leggere. Non si accettano consigli, ho già una lista che mi vedrà impegnata da qui ad agosto 2029. Senza sonno non si vive benissimo, già. Leggere. Immagazzinare immagini nuove. Mi piace. Ho qui sulla scrivania il manabile di matematica che ho acquistato l’ultimo anno di liceo. Sono laureata eppure capita di doverlo consultare. Mi fa sorridere, non sono ancora del tutto diventata cubica. Quando avevo tredici anni mi struggevo nel desiderio di diventare grande. Adesso sono grande e non vorrei per niente al mondo farmi nuovamente risucchiare nel vortice dell’adolescenza. Dell’infanzia, ecco, quella magari sì. O anche no. Bho, mi sento un attimino confusa. Vado a controllare che i pinguini non stiano giocando alla bella lavanderina con l’alieno. Anzi, spero che l’alieno stanotte abbia deciso di non farci visita. Non mi sento molto in forma per accogliere ospiti.
Ciao.
NB: la presenza di errori grammaticali si chiama “licenza dello scrittore”. Non si accettano lamentele per la scarsità di spazi ove riprendere fiato (i comunemente detti punto e a capo).
Memo: non prendere pile ricaricabili qualsiasi e pensare che possano essere felici dentro un caricabatterie che va d’accordo esclusivamente con Ni-Cd e Ni-MH. Si creano strane reazioni chimiche, sperimentato.
Mamma mi ricorda che ”Le pile sono salate“.
Sempre uguale. La sera antecedente un qualsiasi esame mi annullo come persona. Divento un mostro dalla persistente insicurezza. Lagnosa, pallosa, dubbiosa. Un paio di scarpe nuove mi farebbero sentire molto meglio, sì. Adesso, immediatamente!!
Eppure la sera prima della seduta di laurea ero così calma, bho… sarà che sapevo che la mattina seguente avrei indossato le mie bellissime décolleté nuove fiammanti? :D Il sogno della mia vita andare sempre in giro vestita da perfettina smorfiosa, peccato che manchino le energie (e gli euro).
* Bollettino medico delle ore 23.47: ho un nuovo motivo per lamentarmi: da qualche giorno appena mi accingo a digitare tasti a casaccio sulla tastiera mi sembra che una lama congelata si conficchi all’interno della mia povera spalla sinistra. Fastidioso. La prossima volta parliamo delle mani blu. O magari del freddo che percepisco dietro l’occhio sinistro. Saluti.
… e quando esce il sole chiuditi in casa che c’è da studiare!
Cioccolato fondente all’assenzio. E un’aspirina effervescente. Questa sì che è una domenica.
Ci sono 4 cose che attualmente mi frullano per la testa: la risposta è la A, la risposta è la B, la risposta è la C, la risposta è NESSUNA DELLE PRECEDENTI.
La scorsa settimana ero in uni impegnata a far conti su conti di campi elettromagnetici insieme a Marco. Come al solito, dopo una ventina di righe con i passaggi si scopre che ho scelto di percorrere la strada più lunga e astrusa per cercare una soluzione. E che Marco, ovviamente, dopo appena tre righe aveva già finito. Lui fa tutto giusto e io sbaglio una sinc (non ho ancora capito dov’è che ho sbagliato, non la stavo nemmeno trasformando, bho). Al che mi incavolo (verbalmente) con Marco. La cosa sembrava finire così e invece… Marco si ritrova ad accusare forti dolori alla spalla per due giorni.
Ieri sera stavamo guardando il dvd di “A Bug’s Life” a casa mia. Ora di andare a ninna, Marco va via.
Solitamente io sfrutto la funzione sveglia del mio cellulare che la mattina mi canta “Je t’aime”, canzoncina very very soft. Ed è sempre così. Stamattina - sabato mattina -invece no. Stavo dormendo beatamente accoccolata sotto il cuscino che inizio a sentire una cosa che pare l’allarme antincendio. Scatto in piedi, vengo colta dal panico, avanzo a tastoni nella mia due-metri-per-uno alias cameretta e accendo la luce (in effetti avrei potuto raggiungere l’interruttore stando comodamente sdraiata nel letto ma mi è preso un infarto e sono zompata giù). Cerco di ragionare a mente lucida: non si tratta di un dispositivo di allarme, è LA SVEGLIETTA. La sveglietta che Marco mi ha regalato qualche giorno fa e che io evitato accuratamente di mettere in funzione. E sta suonando, mi sta trapanando il cervello, perforando entrambi i timpani, scombussolando il normale svolgersi degli eventi… dove cavolo è ’sta sveglietta che suona imperterrita?? Non la trovo. Cerco di concentrarmi tra tutti quei “PI PI PI - PI PI PI” fastidiosissimi e identifico il luogo da cui proviene l’inferno. Mensola. Frugo tra Tatami e Oink, la scatoletta arcindiavolata non c’è. Apro il beauty case, non c’è. Non c’è!!! Dov’è??? Imbocco la via dell’esaurimento e butto giù dalla mensola tutto quanto la occupa. E la trovo. LA SVEGLIA MALEFICA, LA PORTATRICE NON AUTORIZZATA DI PI-PI-PI. Sono le 9.01. Di sabato mattina.
In quel mentre, Marco era a casa sua che se la ghignava, autore di tale oltraggio alla beatitudine sacra del sabato mattina. Egli si apprestava lesto a fare colazione con un pandoro. Ma il pandoro, si sa, va prima cosparso di zucchero a velo.
Metodologia dell’inzuccheramento del pandoro: aprire la busta del pandoro, versarci dentro lo zucchero a velo, richiudere l’apertura della busta e agitare sconnessamente. Semplice, fintanto che non qualcuno non risvegli Stefania-l’insonne.
Non appena resami conto che la colpa del mio essere sveglia in un’ora tanto improbabile di sabato mattina è interamente da attribuirsi a Marco, provvedo a mandargli tre o quattro accidenti, di quelli non standard.
Passati quei 2 minuti di tempo necessari al raggiungimento degli accidenti nella giusta locazione, ecco che una nuvola di zucchero a velo esplode dalla busta del pandoro (t’oh! che brava busta, ha deciso di rompersi!) cospargendo Marco di dolcissimo odio dalla testa ai piedi.
Mai, MAI provare a svegliarmi di sabato mattina.
Ambientazione e strumenti necessari: sera, viale dell’università, completa assenza di illuminazione, un borsa capiente.
Personaggi: la protagonista borsa-munita che chiameremo RagazzaX, una giovane coppia composta da ragazza Stefania e ragazzo Marco.
Unico atto:
In quel torno di tempo Stefania e Marco stavano dirigendosi verso il parcheggio onde salpare in quel di PP2 con la moka-car. RagazzaX blocca il vialetto, smucinando nella sua borsa capiente con fare preoccupato.
RagazzaX rivolta verso Marco: “Non riesco a trovare il mio cellulare, l’ho perso dentro la borsa, sono proprio svanita, puoi farmelo squillare? Ti do il numero… 3312345…”
Marco estrae dalla tasca il suo cellulare, Stefania fulmina con sguardo assassino RagazzaX rimuginando truci maniere di donnicidio. RagazzaX viene colta dallo sguardo infuocato pochi istanti prima di riuscire a comunicare a Marco il suo numero cellulare per esteso.
RagazzaX: “… non fa niente, l’ho trovato”.
Marco - evidentemente ignaro del complotto - provvede a riposizionare il proprio telefonino nella tasca apposita. Stefania smette di indossare i panni della belva mannara e va’ via con il PROPRIO RAGAZZO MARCO TENENDOLO PER MANO.
Fine.
Non ci sono più le mezze stagioni.
Un sabato come un altro. Per una volta mi suona la sveglia e io ho già gli occhi aperti per via della pioggia che mi sta scoperchiando il tetto. Ma sono un’eroA. Non mi sono alzata prima delle 10: mi bastano le 6.30 di alzatacce i giorni di lezione. Il problema ha iniziato a porsi nel momento in cui ho avuto la brillante idea di far colazione con il succo d’arancia in bella vista sul tavolo… a giudicare dal conseguente mal di pancia direi che era proprio andato a male e ora sto andando a male pure io!!!
Io direi di chiudere qui le comunicazioni. Quando accumulo le 100 proposte vi faccio sapere :)
Lezione di campi e.m. 2 (ancora? eh sì, è troppo uno spasso fare lezione nelle aule tropicali di ingegneria).
Il prof trova un ombrello sotto la cattedra, lo apre ed esclama estasiato “Egon Furstenberg!” mentre dalla platea giunge un grido unanime “nooooooo l’ombrello aperto noooo!”. È la fine. Il microfono non funziona. L’università non possiede una batteria che sia una, dal gabbiotto ci comunicato che “le batterie sono state ordinate e devono ancora arrivare”. E no, il microfono non va a banali stilo o ministilo agilmente estraibili dalla montagna di registratorini sparsi sulla cattedra, bensì trae la sua energia da una cosa del genere:
E insomma la maledizione dell’ombrello è cominicata (dimentichiamo che ho scritto due post sotto che in aula 1 il microfono non funziona, la lavagna magica non funziona, il pennarello non scrive… non l’avevo detto? bhè, non abbiamo nemmeno un pennarello! dimentichiamo e caliamoci nell’atmosfera, suvvia). L’intera popolazione dell’aula 1 va in trasferta in aula 2. Quale sorpresa nello scoprire che nemmeno qui il microfono vuole funzionare!!!! Non va nemmeno il gelato… ecco, dunque, mai nominare il nome di Egon Furstenberg invano.
Driiin! Suona il mio cellulare. Rispondo. L’Accenture mi vuole in qualità di programmatore. Prometto alla signorina all’altro capo del telefono di contattarli in futuro, forse.
Driiin! Suona il cellulare di Marco (ebbene sì, abbiamo la stessa suoneria Old Phone, solo che la mia fa driiin e basta e invece la sua è dissolvente). L’Accenture ripete la storia, parola per parola. Marco fa finta di prendere appunti su quanto gli comunicano, in realtà ho già scritto io durante i due minuti precedenti. Anche Marco fa la sua promessa alla signorina.
Morale della favola: Dio li fa e poi li accoppia.
Parola del giorno: OMINOSO. Sul vocabolario non la riesco a trovare. Su Google sì. Ominoso, aggettivo, che costituisce un presagio.
****
Questo non c’entra niente con il post: qualcuno (Sickk? Jex?? Andynaz???) mi può aiutare con il “lato tecnico” del blog? In archivio è possibile consultare solo i post a partire da febbraio 2007, come faccio a tenere in evidenza anche quelli più vecchi? Sarebbe ora di modificare il template? Ho speranze di potercela fare da sola???? Aiutatemi!!! *_*

Questa qui sopra rappresenta un’antenna fatta con materiali “di recupero”. Non l’ho creata io (tranquilli, io avrei usato dei coltelli), bensì qualche svitato russo duranti il periodo dell’Unione Sovietica. Si da il caso che in quel periodo si sentisse la mancanza di COMUNICAZIONE e non si potessero reperire materiali industriali. Sottolineo, un’antenna per comunicare.
Ma veniamo a noi. Prima di Natale il prof di campi elettromagnetici si dilettava in interessantissime lezioni sulla funzione scalare di Green e quanto può essere utile (magari nella vita di tutti i giorni anche no) e sulla sorgente di test, bella lei che ci aiuta tanto. Scommetto che vi sto annoiando.
Bene, poiché l’aula 1, il vanto di ingegneria (!!!!) è dotata di una scrivania super-accessoriata e telecomandata da cui emergono, di volta in volta, strani aggeggi tecnologici che regolarmente i prof non riescono a far funzionare e tal giorno il prof non riusciva a far proiettare le slide alla lavagna luminosa con web cam… ebbene, poiché anche il microfono non ne voleva sapere di fare il suo lavoro e noi studenti eravamo ormai ciechi nel tentativo di leggere le formule EVANESCENTI sul telo del proiettore….
Ecco che il prof inizia a divagare e io, dalla mia terza fila, riferisco omettendo i conti noiosi:
“Ragazzi, quanti siamo in aula? 50? 60? 70? Diciamo che in quest’aula ci sono 80 telefoni cellulari. Ogni telefono emette tot potenza, noi siamo tutti vicini *conti che vi risparmio*, stimiamo che in quest’aula, in questo momento, ci sono all’incirca X Watt di potenza”. Panico.
Il prof prosegue e, un po’ preoccupato, sorride mostrando disinvoltura mentre si libera dalla scatolina del microfono cordless pericolosamente vicino alla cintura :) (Era già capitato con un altro prof che venisse improvvisamente folgorato da un rapido calcolo sulla quantità di aggeggi che aveva in tasca, dall’apparecchietto del vivavoce, al cellulare, alla scatolina del microfono cordless e, infine, IL CONTAPASSI!!!). Ok, sto divagando di nuovo… scusate. Cmq il prof in questione è un mito e lo stimo tanto, ormai mi chiama per nick! :)
Non so come, il monologo è dirottato sulle persone che non hanno niente di meglio da fare che protestare contro le antenne dei cellulari. Hmm… il prof continua a rimuginare e a calcolare (a voce alta). La terribile & temibile conclusione è….
…. suspance! ….
:P
… nessuno pensa mai cosa accade all’atterraggio di un aereoplano? Dico, dentro l’aereo. Pensateci. TUTTI I PASSEGGERI ACCENDONO CONTEMPORANEAMENTE I PROPRI TELEFONI CELLULARI DENTRO UNA SCATOLA (l’aereo, appunto). Le radiazioni rimbalzano da tutte la parti e si moltiplicano. Un cellulare che deve “prendere campo” irradia di più di un cellulare che sta fermo e beato perché nessuno lo fa squillare. In quel momento è probabilissimo che a quasi tutti i passeggeri arrivi contemporaneamente il messaggio da parte dell’operatore telefonico (se hai volato in un altro Paese), o dalla mamma (perché la mamma è sempre la mamma e se tu ti fossi dimenticato il cell acceso durante il volo probabilmente avresti fatto schiantare l’aereo).
Ordunque, riflettano i signori passeggeri… un aiutino: la potenza è molto maggiore di quel banale valore X calcolato in aula. Non vedo l’ora di prendere l’aereo per poter seminare un po’ di sana preoccupazione tra i colleghi viaggiatori ^_^
4 gennaio 2008
Arrivata terza proposta di lavoro, stavolta NON si tratta di un’azienda informatica ma di consulenza (meglio? peggio?). Nelle prime due lettere sono stata denominata “dott.ssa” e fin qui ok, nell’ultima mi addobbano con un “ing”. Che io sappia, non sono ancora “ing” O_o mi stanno cercando di abbindolare, me lo sento!
Per la gioia di Jex e di tutti gli amanti del kung fu… ecco il trailer in italiano della nuova animazione firmata Dreamworks!

Ma quando uscirà nelle sale cinematografiche? Avojaaaa!!! Il 6 giugno 2008 negli U.S.A. e il 29 agosto 2008 in Italia… aspettiamo pazientemente :)
Kung fu panda vince il trailer d’oro 2008! Non ho idea di che tipo di premio si tratti ma vincere è sempre una buona scusa per farsi belli =)
Infine, il link al sito http://www.kungfupanda.com/
Vi presento… le mie nuovissime cuffie antirumore PELTOR - OPTIME II

La soluzione che cercavo per poter studiare in santa pace senza disturbi quali: vecchie befane vicine di casa che spettegolano a tutte le ore, nonni che comunicano tra loro con tono elevato, il volume del televisore della cucina che si combina con quello del televisore della camera dei geni creando confusione indicibile, il pc della mia cameretta che non smette due secondi di fare bzzzz… AND MUCH MORE!
* Optime II è stata sviluppata per ambienti molto rumorosi e attenua anche le frequenze molto basse ai massimi livelli. * Esatto, molto rumoroso l’intorno della mia cameretta!
* Auricolari imbottiti con una combinazione esclusiva di liquido e schiuma. Il risultato è una tenuta ottimale con una minore pressione che fornisce un comfort anche dopo tante ore di uso. * Che bello, posso studiare per tante ore.
* Auricolari dotati di canali di ventilazione e rivestiti con una pellicola morbida e igienica. * La ventilazione soprattutto, metti mai che mi dovesse fondere il cervello…
* Optime II è la scelta adatta per ambienti industriali con rumori forti e i settori edile, aeroportuale e agricolo. * Ghghgh… XD
* Disponibile anche in versione dielettrica (senza parti metalliche visibili). * Dovesse interferire con i neuroni, eh?
Il 2008 si prospetta silenzioso! :) Finalmente ho un oggetto che riesce a contenere il mio mal di testa, infatti le cuffie stringono talmente tanto che la cefalea non riesce nemmeno a venire a galla!!
il motto del duemilaotto: “rimanda a domani quello che puoi fare oggi” :)
Memo: se un’etichetta riporta “non lavare con acqua“, attenersi scrupolosamente alle istruzioni pena ritrovarsi il 31 dicembre ore 17.30 a dover accorciare la sottoveste perché il vestito si è ridotto di una taglia ma la sottoveste NO!!!
Memo 2: nella prossima vita invece di scegliere ingegneria devo fare la sarta.
BUON ANNO!!!!