Archive for the 'Sogni' Category

Emozioni masticate

Tuesday, January 6th, 2009

Ho fatto un altro sogno. Ero in un luogo via di mezzo tra la mia scuola superiore, l’università e un aeroporto. Tanti corridoi e porte scorrevoli, ogni porta un’aula e una miriade di persone. Dovevo seguire alcune lezioni, orario alla mano. Nella prima aula mi sono addormentata, prof noioso. Percorro il corridoio e incontro delle ragazze che fanno gruppo, vado al bagno con loro. Il bagno è gigantesco, talmente grande che sembra un intero pub. Socializziamo, rompiamo un lavandino e scatta l’allarme. Arriva uno dei bidelli con la scopa e ci caccia via per pulire tutto, poi esce fuori nel terrazzino con noi e ci bisbiglia che in aula laboratorio possiamo trovare “le gomme”. Una delle ragazze lo bacia e vanno via. Io e le altre ci sparpagliamo. Trovo l’aula laboratorio e aspetto che finisca la lezione precedente. Dalla porta escono tanti ragazzi completamente rivestiti di gommapiuma, si stanno picchiano l’un l’altro con una furia inaudita. Entro e mi siedo in fondo. Con la coda dell’occhio vedo un ragazzo attardarsi per tirare via un pezzo di un materiale gommoso da un grande blocco di “gomma”. Mi arriva una voce “quello si mastica, è felicità”. Mi spiegano che ciascun blocco provoca un’emozione diversa e che li dovrei provare tutti, a piccole dosi. Entra la prof con in mano un piccolo blocco gommoso a strisce blu e giallino chiaro, “è dolore”, mi informano, “di quello assaggiane pochissimo”. Mentre la prof spiega io mi allungo dalla mia sedia e strappo via un pezzo di “euforia”, mastico, divento euforica. Salto in piedi e inizio a ballare. La prof si incazza, mi stringe le mascelle con una mano e prova ad infilarmi in bocca il dolore. “No”, rido, “cosa pensi di fare con me?”. Rido, rido e ballo, rido e le tiro un cazzotto. Rivolta ai miei compagni tiro Euforia a destra e a manca, in breve siamo tutti senza controllo. Arrivano le guardie e ci chiudono dentro l’aula, la prof piange disperata. Balliamo e ci picchiamo senza pietà, nessuno sta masticando Pietà. Mi offrono altre gomme, ognuna ha un colore diverso. Rifiuto, voglio solo Euforia, mi avvento sul blocco gommoso e cerco di staccarne via quanta più mi è possibile, è maledettamente dura e oppone resistenza ma io ci riesco, me ne riempo lo zaino, le tasche, gomma ovunque, tutta per me. Gli altri ragazzi si arrabbiano, pretendono che gliene lasci un po’. Indico Felicità e me la svigno. Ci sono poliziotti ovunque, stanno sbarrano le porte per chiuderci dentro ed iniziare L’ESPERIMENTO DEL LABORATORIO. Riesco ad uscire, a nascondermi. Infilo in bocca un pezzo di un altro blocco senza prima informarmi su cosa esso provochi. Mastico Euforia e Bho, li mastico e mi sento fortissima e invisibile. I poliziotti stanno immobilizzando i miei compagni, li legano sdraiati sui tavoli, la prof apre una valigetta. Poi la prof inizia ad aprire i miei compagni. Io mastico e sorrido, “aprili pure, non potrai MAI sapere cosa hanno dentro VERAMENTE”. Io - invece - lo so. Scappo tra i corridoi e arrivo in sala d’attesa, è pieno di professori che urlano ad un poliziotto che sta illustrando un grafico, mi metto in ascolto. “Le gomme stanno finendo, i laboratori dovranno essere chiusi..”. Sorrido, io ho scorte di Euforia da qui alla fine dei miei giorni.

Buona Epifania a tutti ^^

Sogni vividi

Wednesday, November 5th, 2008

Da un po’ di tempo a questa parte la notte dormo. Ma dormo senza riposare. Sogno qualcosa che mi sembra vero, mi sveglio e sono completamente fuori di me!! Ci metto un po’ a capire che stavo solo sognando…

efexor venlafaxina

Prendiamo stanotte: ho sognato che ero sveglia, che era inutile stare a letto. Così ho fatto colazione, sono salita in macchina e sono andata all’università, solo che era tutto buio. Mia mamma è venuta nel parcheggio dell’uni a dirmi che non si va in giro a quell’ora di notte e mi ha riportata a casa. Poi - sempre nel sogno - erano le 8 meno un quarto e la sveglia non aveva trillato, così mamma mi stava sgridando di star facendo tardi! Pensavo “possibile che non abbia suonato nemmeno una delle mie due sveglie?” (già, io uso la sveglia di ridondanza, non si sa mai. E nei miei sogni, io faccio ragionamenti più o meno coerenti), Così mi alzo e mi accorgo che nella mia vetrinetta c’è un cucciolo di cane e lo devo portare giù a fare la passeggiata mattutina, anche se è tardissimo. Qui mi sveglio sul serio, accendo la luce e mi metto a sedere sul letto indecisa sul da farsi, dato che non riuscivo a ricordarmi cosa stavo facendo. Prendo il cellulare per vedere che ore sono (dormo con il cell spento!), decido che è troppo poco probabile che non abbia suonato nessuna delle due sveglie e quindi è ancora notte e mi rimetto giù.

A meditare.

Poi mi sono riaddormentata e ho fatto un altro sogno, sempre un sogno vivido, però senza nessun senso quindi ve lo risparmio.

Stamattina STRANAMENTE non accusavo alcun dolore alla testa, ma ero talmente stanca che mi sono addormentata in macchina (per fortuna non ero io alla guida!).

96 anni

Monday, September 29th, 2008

Ho sognato che avevo 96 anni. Sapevo di averne proprio 96 perché mi facevano male i piedi, dato il tacco 12 (cm) che stavo indossando. Perché, le vostre bisnonne non hanno iniziato a calzare tacchi 12 alla tenera età di 96 anni? Mi sembra ovvio, no? 

Data la vetusta età, le mie esperienze di vita mi hanno dirottata verso l’unico e solo lavoro che una donna di un certo livello desidera: essere adulata da uno stuolo di aitanti giovincelli e sgambettanti segretarie schiavizzate ai miei ordini. Ah, cavolo, questi sì che sono i miei VERI obiettivi di vita… menomale che l’ho sognato, altrimenti non ci sarei mai arrivata razionalmente.

Possiedo una rivista di moda. Questa poi…

Il mio aspetto è quello di una ragazza: capelli lunghi movimentati da morbide onde castane, viso reduce da mille milioni interventi chirurgici (lifting prenotati con cadenza settimanale, blefaroplastica bimestrale, e tutte quelle cose lì, a cui una donna non può rinunciare. Non può rinunciare se ha 96 anni). Le mie prosperose “gemelle” sbucano con prepotenza dalla profonda scollatura del sottogiacca O_o attenti alla porno-nonnetta!!

Sfoggio con soave leggerezza un tailleur nero attillatissimo, di quelli da VERA donna in carriera. So che tutto quello che porto, dagli abiti, alle scarpe, al make up è costato fior fior di quattrini Ok, le mie priorità sono confuse, lo ammetto.

Sono momentaneamente impegnata nella selezione dei prossimi fotomodelli per presentare la mia collezione autunno/inverno di abiti d’alta moda. Non mi va bene nessuno. La mia insoddisfazione perenne doveva mostrarsi prima o poi.

Sto sbraitando ordini a destra e a manca, sono circondata da ragazzini e ragazzine incapaci. Sogno isterico wow!

Sbuffo e vado all’università. Ma cavolo, se ho 96 anni dovrò pur aver smesso di frequentare quel postaccio!!

Trovo finalmente una ragazza adatta al servizio, le dico cosa deve fare e le passo una bustona con i vestiti per le foto. Torno nel mio studio e decido che non è che io sia poi così vecchia. Già già, questa non se la beve nessuno. Non me la sono bevuta nemmeno io, protagonista indiscussa del sogno.

Fine.

Chi è questo Vescovo?

Saturday, September 20th, 2008

Io e i miei amici siamo in un’altra epoca. Viviamo in un posto governato da un re e tutto procede con fatica, ma procede. Un giorno scoppia una guerra tra re e vescovo e il vescovo con tutti i suoi seguaci stanno massacrando l’esercito reale.

Io e i miei amici ci arrampichiamo sulle mura del feudo e spariamo palle di cannone sui cattivi. Cerchiamo di difendere il nostro re.

Il regno crolla nelle mani del vescovo, con tanto di bastone ricurvo e cappello a punta. Lo spazioso castello viene abbattuto e al suo posto è innalzato un maestoso ma tetro edificio irto di pinnacoli.

Il mio gruppo è intento a boicottare i nuovi regnanti. Vaghiamo per i corridoi del nuovo centro del potere e cerchiamo di colpirne il cuore pulsante.

Tra assassinii, imboscate alle guardie e sotterfugi, giungiamo infine nella sala che custodisce tutti i segreti del potere. Nel pavimento di pietra è incastonata una grande sfera, affondata per metà. Noi sappiamo che quello è il posto giusto per porre fine alle inguistizie e ci diamo da fare per compiere il nostro destino.

Saltiamo tutti insieme sulla cupola finché essa non crolla, rivelando un immenso corridoio buio. Ci caliamo nel corridoio e ci ingegniamo per riposizionare la mezza sfera - ormai rotta - nel punto originario. Riusciamo ad issarla su per il tunnel (che sembra il buco dove è caduta Alice nel paese delle meraviglie) e la fissiamo ai bordi con i pomodori.

Siamo in ascolto. Dall’alto ci giunge il frastuono del vescovo e dei suoi seguaci che ci cercano dappertutto, che temono la nostra fuga. Noi, là sotto, siamo terrorizzati al pensiero di poter essere scoperti.

Il vescovo ordina ai suoi di sigillare il passaggio al di sotto della sfera con catrame bollente. Per fortuna la sfera rotta non cede al peso del catrame, i nostri pomodori riescono a reggere tutto il peso.

Intrappolati nel tunnel, tentiamo di escogitare qualcosa per cavarci d’impaccio. Poiché è tutto completamente buio, io tiro fuori le mie candele, le distribuisco al gruppo e ci avventuriamo lungo le umide pareti del sottosuolo.

Ad un certo punto arriviamo ad una bancarella che vende quaderni e io e Marco facciamo spese. Marco cerca i quadernini con la spirale, io non riesco a trovarne e litigo con il cartolaio. Lo minaccio di dar fuoco a tutta la sua merce e lui mi regala tutti i quadernini scelti da Marco. Poi scompare.

Armati di candele, sacchetto di quadernini e buona volontà, proseguiamo nel nostro percorso.

Ci arrampichiamo su per ripide salite, spostiamo massi, cerchiamo appigli, cancelliamo le tracce. Giungiamo ai piedi di una cascata che sgorga dal soffitto e si immerge nel pavimento. Pensiamo di attraversarla ma dietro la massa d’acqua c’è solo roccia.

Ci sentiamo in trappola. Non abbiamo niente da mangiare (i pomodori li abbiamo già usati), non avremo luce per molto (le candele si consumano) e non c’è via di uscita.

Ad un certo punto arriva Giulio (nota: nel mondo reale è mio compagno di università) con in mano il compito di Reti Mobili e Multimediali. Gli domando dove lo abbia preso. Mi risponde che basta spostare un certo masso e si arriva all’Eur.

Lo seguiamo al di là del masso e ci ritroviamo ai piedi della fermata dell’autobus di Eur Palasport. Qui non ci sono vescovi, nè cannonieri o arcieri. C’è solo tanto traffico.

Io e Marco prendiamo la sacca contenente la tenda da campeggio e ci avventuriamo per la città. Anche qui ci inseguono, è il tizio dei quadernini.

Scappiamo per i campi e viviamo in tenda, un giorno qua e un giorno là. Copia del compito di Reti Mobili e Multimediali alla mano e tanta voglia di divertirci.

Fine.

Chi vuole provare ad interpretare il mio sogno? Marco ha abbozzato delle ipotesi, spero che le scriva nei commenti per renderle pubbliche. Dal canto mio, non mi sono mai divertita tanto durante la notte :-)

Meglio rimanere sveglia

Tuesday, May 27th, 2008

pensierosa

Ho dormito, un po’.

Sogno:

“Sono io e ho circa 40 anni. Ad un certo punto della mia vita, dopo aver concluso gli studi ed essere diventata IngegnerA, ho deciso che dovevo studiare psicologia. Mi sono laureata e ho continuato per anni a studiare l’argomento della mia tesi: “il suicidio e le risposte che non esistono” (o qualcosa del genere. Già da qui direi che il sogno non si prospettava positivo). Un giorno ricevo una telefonata da parte di una persona interessata a discutere con me dell’argomento. Ci incontriamo su un treno (o una metropolitana): io seduta di spalle al senso di marcia e lui di fronte a me. Ha una borsa grande e dentro vedo le mie due tesi: quella piccola e blu di Ingegneria (proprio la mia, quella che ho in camera sulla mensolina) e una molto più spessa rilegata in pelle rossa, la tesi di Psicologia. Il tizio inizia a farmi delle domande, parliamo un po’. Mi dice che ha tutte le risposte. Divento sospettosa. Lui estrae dalla borsa una pistola e se la punta alla tempia. Mi dice che lui sa quello che io voglio sapere. Ride. Ho paura (mai che si possa dormire in pace eh??). Chiudo gli occhi per non vedere. Aspetto. Aspetto un tempo lunghissimo e non succede niente. Mantengo le palpebre serrate, non voglio vedere niente, non voglio essere lì, mi viene da piangere.. ho di fronte un pazzo! Sono talmente tesa che sto male. D’un tratto sento il colpo: bum. Un piccolissimo bum, una pistola giocattolo.. Nel preciso istante in cui realizzo il significato muoio di infarto.”

Fine.

Mi sono svegliata nel bel mezzo della notte agitatissima. Mi sono riaddormentata e ho fatto altri due sogni. In uno cercavo di acchiappare uno sgargiante scarabeo sul mio pianerottolo di casa. Appena stavo per prenderlo lui si appallottolava su se stesso e rotolava giù dalle scale (ma gli scarabei si possono appallottolare? penso di aver fatto confusione con il mio puzzle di Escher!!!). Scendevo due piani di scale per recuperarlo e lui si alzava in volo, di nuovo sul mio pianerottolo. E ci parlavo con lo scarabeo. Gli chiedevo per favore di farsi prendere…

L’ultimo sogno è orribile e sto cercando di dimenticarlo.

Aiutatemi.

Volare-oh-oh

Monday, October 22nd, 2007

Sogno:

È estate. Sono in spiaggia con Marco. C’è il sole e sono felice e abbronzata. Abbiamo con noi uno di quegli affari tipo tenda da campeggio chiusa su tre lati che funge da ombrellone futuristico. Siamo sdraiati dentro a fare il pisolino post-pranzetto. Ad un tratto si alza una folata di vento. Sì, a chiamarla folata… Arriva una tromba d’aria, ecco. In quel mentre la nostra tenda si solleva dalla sabbia e iniziamo a vorticare, prima sulle dune, poi sull’aeroporto, infine atterriamo nel giardino di casa mia. Io, per fortuna, indosso i miei fidati occhiali da sole cosicchè vento e sabbia mi hanno fatto un baffo e i miei occhi non stanno lacrimando (quale fonte di gioia!!). Marco ha perso le scarpe. Cerca qua, cerca là, le ritroviamo nascoste nella siepe del vialetto (che mio nonno ha giusto raso al suolo una settimana fa, sostituendola con il meno rognoso cemento. Motivo: il cemento non va mai potato!). Mentre con una pinza telescopica (E dove l’abbiamo presa??) recuperiamo le scarpe notiamo un losco figuro fuori dal mio cancelletto. Egli è impegnato in trattative con i miei vicini di casa: sta infatti mostrandogli su di un monitor invisibile connesso ad internet le scarpe di Marco, le vuole vendere per 15 euro! Io e Marco torniamo di corsa nella tenda e una nuova ventata ci riporta in spiaggia dove torniamo a spaparanzarci in santa pace.

Fine.

Ruba bandiera

Tuesday, October 9th, 2007

Sogno:

“Io e Marco siamo stati incaricati da Matteo di rubare la bandiera italiana a Roma, quella spagnola a Barcellona e quella francese a Parigi. Decidiamo di iniziare da Roma. La bandiera si trova presso la stazione metropolitana Cavour e precisamente sull’edificio di architettura dove si è laureato Matteo. Io mi strucco, mi arruffo i capelli, mi vesto da scema e corro a rubare la prima bandiera. Marco mi aspetta all’angolo, mi cambio in fretta e furia con dei vestiti bellissimi, mi trucco (senza specchio??), mi piastro i capelli e scappiamo giù nella rete metro (Carrier Grade Ethernet???). La polizia, l’esercito e tutte le forze dell’ordine ci danno la caccia, i cani sono stati sguinzagliati, ci inseguono ma io (sui tacchi!!!) e Marco riusciamo a districarci correndo nei cunicoli e voliamo a Barcellona. Qui la situazione si fa delicata, ho una bandiera italiana in mano, non so dove sia la bandiera spagnola. Attraversiamo in lungo e in largo Parc Guell, ci infiliamo nelle viuzze puzzolenti, ci arrampichiamo sui palazzi e ci troviamo di fronte alla seconda bandiera. Arrivano le guardie locali, i cani che abbaiano e tutto il resto. Io e Marco decidiamo che “chi ce lo fa fare” e io arraffo in fretta la bandiera spagnola che, insieme a quella italiana, faccio affondare in fondo al mar (ho il teletrasporto?).E a Parigi non ci andiamo.”

FINE.