Archive for the 'follie universitarie' Category

ascensore

Thursday, December 4th, 2008

Studi scienfici* condotti su un campione di N (N >> 1) studenti di ingegneria, dimostrano che la totalità degli indossatori di tute da ginnastica attendono pazientemente - chi più, chi meno - l’ascensore piuttosto che costringersi alla faticosa discesa o ascesa di 1 (uno) piano di scale.

* Stefania e Marco in osservazione davanti la porta dell’ascensore durante la “pausa caffé”, ossia quando il flusso di studenti che ha necessità di recarsi al pianterreno è massima, poiché è lì che il Bar è ubicato.

Stefania - studi scientifici alla mano - non potendo credere ai propri occhi, tenta di darsi una spiegazione del fenomeno in termini razionali. Stefania sostiene che lo studente di ingegneria che osa recarsi in tuta da ginnastica a lezione è in realtà uno sfaticato, talmente nullafacente da non aver nemmeno la buona creanza di impiegare 1 (uno) minuto del suo tempo prima di uscire di casa per scegliere abiti consoni al Sacro Tempio del Sapere. Esso pertanto non solo dovrebbe essere chiuso ermeticamente nell’ascensore per un tempo t indefinitamente lungo per permettergli di riflettere sul proprio Peccato, ma andrebbe altresì espulso dalla Facoltà.

Come può uno studente di ingegneria indossare una tuta durante le lezioni? Perché farci credere che sia uno sportivo quando è palese che anche una misera rampa di scale lo metterebbe K.O.?

Studenti con la tuta da ginnastica, statevene a casa!!! Se proprio non ce la fate ad abbinare un paio di jeans ad un maglione, allora venite direttamente in pigiama: sicuramente possedete dei pigiami più belli di quelle tute larghe larghe e con l’elastico stretto alle caviglie, non vi si può guardare… dico davvero, non vi si può guardare!… bimbiminkia…

prima lezione

Friday, November 28th, 2008

Esordio del Prof: “oggi non è che c’ho tanto da dirvi, volevo fare giusto una lezione introduttiva per capire di che morte dobbiamo morire…”

Bambini prodigio

Wednesday, November 19th, 2008

Io e Marco passiamo nello studio del prof di Sicurezza delle Reti per domandargli quando partirà il corso, il prof risponde che partirà questa settimana. Io e Marco precipitiamo nello sconforto a causa di una perfetta sovrapposizione di orario con un’altra materia, Reti di Accesso.

Sconsolati, ce ne andiamo nell’atrio ad aspettare l’arrivo di un altro prof. Poiché io e Marco siamo una squadra, pianifichiamo dei turni su Chi seguirà Cosa e sulle modalità di scambio appunti. Ed ecco nel mentre riapparire il prof di Sicurezza che se ne va a tutta birra nel suo studio bis, cioè il terrazzino fumatori. Se non trovate il prof di Sicurezza nel suo studio ufficiale, state certi che si trova nello studio bis.

Con metà del corpo è fuori, con il resto di se stesso è affacciato nell’atrio e sorprende me e Marco con una serie di esclamazioni degne di post.

“Ma voi due dovete seguire il corso con me? Ma perché, voi siete già al quinto anno???”

Io e Marco annuiamo con le nostre testoline e la nuvoletta a punto interrogativo che ci sovrasta, aspettandoci chissà quale oscura notizia da parte del prof.

E lui insiste “Ma davvero siete già all’ultimo anno???? Ma…. COSI’ GIOVANI?????? Come siete giovani…. così giovani….”

COSA AVRA’ VOLUTO DIRE???

L’ingegnere socievole

Tuesday, November 18th, 2008

Una Ragazza-Biologa si lamenta del metodo di studio del Futuro Forse Ingegnere.

Ella sostiene che il Futuro Forse Ingegnere sia incapace di studiare in un’aula studio assorto nel proprio silenzio: il Futuro Forse Ingegnere prova infatti l’impulso irrefrenabile di informare a voce alta il suo vicino di gomito su ogni singola formula appena letta e di confrontare le idee su cosa la formula in esame possa voler significare. Anche se il vicino di gomito è un perfetto sconosciuto, anche se appartiene ad un’altra facoltà (un vicino di gomito femminile incrementa il tasso di probabilità dell’essere interpellati, magari per un caffè).

Essendo io appieno consapevole che lo spirito di condivisione di Cervello* del Forse Futuro Ingegnere è l’unica Via per uscire dal Girone Infernale (a.k.a. Facoltà di Ingegneria), comprendo le ragioni della Ragazza-Biologa e - al contempo - mi domando quale metodo di studio avrei adottato se mi fossi iscritta ad un’altra facoltà.

* Aiutiamoci tra noi, altrimenti è la fine!

dove mi metto per studiare?

Wednesday, November 12th, 2008

La sessione di esami si avvicina.

(Possiamo chiamare ”sessione” una “sessione” della durata di UNA settimana? Non sarebbe più appropriato ribattezzarla eXtraDense-Session?)

Quando la XD-S si avvicina, il Futuro Ingegnere Medio (FIM) cerca di sfruttare anche i cambi dell’ora per approfondire le sue Conoscenze (C), non per divertimento, giacché il FIM disconosce questa parola, piuttosto spinto dalla costante follia che si impossessa del suo Elevatissimo Spirito di Sacrificio (ESS) in prossimità del Pericolo Supremo (PS) == Incontri del Terzo Tipo con il Professore Kattivo (ITTPK, aka ESAME ORALE CON SILVELLO).

Nella mia facoltà universitaria esistono due minuscoli anfratti: un’aula studio al primo piano, senza porte, ed una al secondo piano, denominata “l’acquario”, con le porte. Al pianterreno coloratissimi tavoloni rotondi intelligentemente situati nel corridoio davanti le porte di ingresso: sedersi lì equivale ad esporsi alle intemperie e ad un estenuante sottofondo “caciara”. Il luogo più bizzarro dove puoi studiare (se trovi posto!) è l’aula - anch’essa SENZA PORTE - collegata direttamente al bar. Oppure puoi studiare nel bar stesso (se il tintinnìo selvaggio tipico di tazzine e cucchiaini sbattuti con l’evidente intento dei poveri FIM di scaricare un po’ di stress non ti disturba).

Insomma si studia bene solo se si è completamente sordi (il FIM si attezza con auricolari per sopprimere il mormorio esterno, non pensate che il FIM stia ascoltando musica inutile, il FIM si sta autosomministrando una dose di lezioni registrate) e dotati di un sistema di isolamento termico (spesso il FIM vive l’intera giornata avvolto nel suo giacchetto) ed odorifero (il FIM che si è calato troppo nella parte si è scordato di lavarsi. Evitate dunque di gioire se trovate un posto libero vicino ad un altro FIM. Sospettate gente, sospettate sempre prima di chiedere “è libero qui?”).

Riuscireste voi a concentrarvi con un persistente profumino di cornetto appena sfornato che sale su per il cervello? Io no, riesco solo a pensare mmmm cornetto…. awww… cornetto…. che delizioso profumo di cornetto…. voglio un cornetto… ok basta.

Siccome siamo futuri ingegneri - e mica BauBauMicioMicio! (BBMM!) - ci ingegniamo: nascono così le soluzioni più estrose per appostarsi in un angolino e studiare in santa pace. Nei corridoi del primo e del secondo piano qualcuno ha sottratto due banchi dalle aule di disegno (uno pensa che lì dentro non ci sia mai lezione in quanto tutti chiacchierano amorevolmente, invece… stanno ritagliando ed incollando pezzettini di polistorolo, o roba del genere…) e li ha messi in mezzo ai piedi, così ora abbiamo 4 postazioni in più.

La situazione è tragica, non si trova un posticino già dalle 8:30 di mattina.

Così l’altro giorno ho incontrato un Genio (un Genio!!!). L’ho notato immediatamente già nel parcheggio: il FIM estaeva dal cofano della propria automobile un Tavolino da Giardino Pieghevole (TGP). Un Genio. Un Genio. Si appropinquava faticosamente verso l’Ostile Edificio Prefabbricato (OEP) scortando possessivamente il suo TGP.

Il TGP! Ma come siamo ridotti…

Lunedì: dopo il weekend ritornano.

Monday, October 20th, 2008

L’unica missione che hai è stare in piedi… (seeeee sembra facile!!)

Ho la testa leggera, sembra che non basti lo spazio. Si espande in pulsazioni aritmiche. Sono stordita. Sono indecisa tra il ridere e il piangere. Tra l’allargare le braccia e correre ad abbracciare tutto il mondo oppure appallottolarmi e sforzarmi di diventare invisibile.

Il mio quaderno è volato giù dal banco, il mio vicino di gomito sembra preoccupato. Gli chiedo scusa e ripesco il quadernetto dal pavimento. C’è tanto spazio, eppure mi sembra di avere a disposizione solo un misero angoletto per prendere appunti.

Appunti.

fibre

Ma che sta spiegando il professore? Cosa intende precisamente con l’espressione “c’è il rischio che il bullone non bulloni“?

io c’ho un atomo che vive per cavoli suoi, ad un certo punto arriva uno, bussa alla porta e dice “che interagiamo?” e lui fa “sì, famo ’sta bella accoppiata” gli da energia e quindi lo assorbe

il fotone sparisce.. perché? perché l’erbio se lo succhia!

l’aleatorietà non significa IL CASINO!

adesso andiamo ad indagare una cosa che vi sta sempre di traverso, che però, credetemi, è il modo più semplice per spiegare una cosa complicata. Perché vi sta di traverso? perché quando voi vedete 4 righe di formule, che poi in realtà sono al limite del banale, entrate in risonanza. Entrate in risonanza ad alta frequenza e fare di voi un filtro passabasso non è facile, nel senso togliervi la risonanza. Che vor dì? (se non lo sai te…)

Ne volete altre? Magari partorite da un altro prof? Ecco qua: “il satellite è volato in cielo(pace all’anima sua?)

La migliore rimane “bucio di… fortuna!

Ricetta

Thursday, October 9th, 2008

prendere il niobato di litio, aggiungerci una fetta di titanio e cuocere in forno per 8 ore.

il prof dichiara: “è un dolce lungo”.

gli studenti si lasciano prendere dal panico. gli occhiali della povera studentessa in seconda fila si prestano come esempio.

Su con la vita!

Monday, September 15th, 2008

Stando ai nuovi orari universitari, il lunedì ho lezione dalle 9.30 alle 11.00 e poi dalle 16.00 alle 17.45.

Per qualunque necessità, un panetto da due chili di cocaina è riposto sotto il vostro sedile.

Universitari allo sbaraglio

Thursday, July 17th, 2008

Domani ho un esame: scritto e orale (non so come faremo a finire tutto in un giorno, vedremo).

Sconfortata dal fatto di non riuscire a fare un discorso sensato, mi sono rifiugiata su Google. Cercavo una spiegazione comprensibile sugli amplificatori ottici.

Ho trovato di meglio: LINK

Sono ancora piegata in due dalle risate. Rido ancora di più pensando alla “prestigiosità” del polimi.

O.o

Thursday, June 12th, 2008

Manco dall’Università da febbraio, completamente assorbita dalla Scuola di Specializzazione.

Ecco che vado sul sito per controllare se ci sono novità e noto che…

hanno cambiato di nuovo l’ordinamento! Alcuni esami del mio piano di studi si sono dissolti nel nulla e nuovi esami apparsi per magia!

Cosa devo fare? Come? Dove? Quando? Perché??

Sono qui con in mano una copia del mio “vecchio” piano di studi e una copia della “nuova” organizzazione. Non so cosa devo pensare… sembra il gioco dell’oca! “fai otto passi indietro e in bocca al lupo!” (metaforico?)

sembra anche un po’ il Monopoli “vai direttamente in prigione senza passare dal via!” (realisticamente parlando!)

Mistero

Thursday, May 8th, 2008

pisellino.ccd.uniroma2.it apre il sito di tor vergata…

E’ lui o non è lui? ma cerrrrto che è lui!

Thursday, February 14th, 2008

Finalmente ho trovato in giro delle foto del mio prof di campi. Ne avevamo già parlato, qui ve lo presentavo, qui le sue idee geniali per fregare il sito delle iscrizioni ufficiali, qui un po’ di divagazioni sul tema, infine anche qui per capire come mai il nostro corso è tanto sfigato.

Poi ho smesso di raccontare perché era anche giunta un po’ l’ora di mettermi ad impazzire nell’astruso ed infame compito di decifrazione del libro da lui stesso scritto. Accade che capitino pagine senza parole. Anzi, con qualche parola del tipo “si scrive” e segue formula; “e, definiti“ e seguono parametri a iosa; e ancora “diventa” che precedere una lunghissima equazioncina differenziale; oppure “posto” e si trova una nuova costante…. e via dicendo.

Ogni tanto penso che dovrei farmi dare anche qualche ripetizione di greco. Così, per riuscire a scrivere per bene una xi che la mia mano rifiuta categoricamente di eseguire con maestrìa e tutto quello che mi esce fuori è una specie di ricciolino stortignaccolo, oppure la new entry: la signora VARSIGMA. Ora, io dico “la varsigma”. Sembra una caccola. Una caccola che fa retromarcia. Ora la cerco e ve la posto… one moment plis…

Piaciuta? Si confonde benissimo con una “C”, sembrano due sorelline, peccato che appartengano a mondi diversi. Pensate ad un libro che sembra siano cadute via tutte le parole umanoidi e sia invece cosparso di simboletti alieni. Ecco, quel libro si chiama “campi elettromagnetici”. Se sei fortunato trovi sulla copertina le linee di campo, se sei sfigato nemmeno quelle. Colpa dell’editore, pare.

Ma torniamo a bomba. Questo è il mio prof:

Non fatevi ingannare dall’aria coccolosa, è che mentre la pixar gli faceva la foto, lui pensava a cosa farne dei soldini guadagnati per il corto “Geri’s game“. Sarebbe stato più corretto chiamarlo “Domenico’s game”, ma Geri è il nome d’arte. E sottobraccio non ha una scacchiera, quello è il blocco delle slides travestito a quadri. Chissà cosa contiene la scatolotta! Magari un seducente monopolo. O una sexy mini horn antenna. Chi lo sa.

Qualcuno è riuscito ad immortalarlo nella classica posa assunta durante la correzione dei nostri esami. Probabilmente se il caro Geri creasse dei testi d’esame attinenti con le spiegazioni non si ritroverebbe a dover fare quella faccia. Noi studenti non ci ritroveremmo a cercare su google le istruzioni sui nodi scorsoi…

Già… ho proprio scritto qualche castroneria su quel compituccio, eh? Magari ho avuto dei minuscolissimi problemini con il calcolo della suprema matrice di scattering. O magari se mi fosse stato spiegato meglio il motivo per il quale il rendimento di apertura di un’antenna a lezione va bene che valga 1 nel caso di campo di bocca uniforme ma ciò non va affatto bene quando lo vado ad usare per i calcoli d’esame… bho!!!

Ma quando Geri spiega, ti guarda così speranzoso e felice… o quando si impegna a portare in aula esemplari uomini dottorandi che probabilmente hanno venduto l’anima al diavolo per riuscire a fare quello che fanno (la prossima volta che il dottorando assume il comando durante l’esame e non permette nemmeno di respirare ci procuriamo quattro forti cavalli e lo squartiamo! Divertente, no?). Bhè, insomma, non si può resistere ad un tale fascinoso professore:

Cercherò di non piangere domani durante l’ultima lezione del corso…!

Buffer Overrun!

Wednesday, January 30th, 2008

A volte la pura teoria può risultare noiosa.

Ecco la dimostrazione che l’overrun non capita soltanto come esercizio d’esame!

La sera prima

Thursday, January 24th, 2008

Sempre uguale. La sera antecedente un qualsiasi esame mi annullo come persona. Divento un mostro dalla persistente insicurezza. Lagnosa, pallosa, dubbiosa. Un paio di scarpe nuove mi farebbero sentire molto meglio, sì. Adesso, immediatamente!!

Eppure la sera prima della seduta di laurea ero così calma, bho… sarà che sapevo che la mattina seguente avrei indossato le mie bellissime décolleté nuove fiammanti?   :D  Il sogno della mia vita andare sempre in giro vestita da perfettina smorfiosa, peccato che manchino le energie (e gli euro).

* Bollettino medico delle ore 23.47: ho un nuovo motivo per lamentarmi: da qualche giorno appena mi accingo a digitare tasti a casaccio sulla tastiera mi sembra che una lama congelata si conficchi all’interno della mia povera spalla sinistra. Fastidioso. La prossima volta parliamo delle mani blu. O magari del freddo che percepisco dietro l’occhio sinistro. Saluti.

L’ombrello di Egon!

Thursday, January 10th, 2008

Lezione di campi e.m. 2 (ancora? eh sì, è troppo uno spasso fare lezione nelle aule tropicali di ingegneria).

Il prof trova un ombrello sotto la cattedra, lo apre ed esclama estasiato “Egon Furstenberg!” mentre dalla platea giunge un grido unanime “nooooooo l’ombrello aperto noooo!”. È la fine. Il microfono non funziona. L’università non possiede una batteria che sia una, dal gabbiotto ci comunicato che “le batterie sono state ordinate e devono ancora arrivare”. E no, il microfono non va a banali stilo o ministilo agilmente estraibili dalla montagna di registratorini sparsi sulla cattedra, bensì trae la sua energia da una cosa del genere:

 

(magari la Duracell e Furstenberg potrebbero offrirsi di darmi dei soldi per tutta questa pubblicità!).

E insomma la maledizione dell’ombrello è cominicata (dimentichiamo che ho scritto due post sotto che in aula 1 il microfono non funziona, la lavagna magica non funziona, il pennarello non scrive… non l’avevo detto? bhè, non abbiamo nemmeno un pennarello! dimentichiamo e caliamoci nell’atmosfera, suvvia). L’intera popolazione dell’aula 1 va in trasferta in aula 2. Quale sorpresa nello scoprire che nemmeno qui il microfono vuole funzionare!!!! Non va nemmeno il gelato… ecco, dunque, mai nominare il nome di Egon Furstenberg invano.

Irradiato è bello (ma anche bho)

Tuesday, January 8th, 2008

Questa qui sopra rappresenta un’antenna fatta con materiali “di recupero”. Non l’ho creata io (tranquilli, io avrei usato dei coltelli), bensì qualche svitato russo duranti il periodo dell’Unione Sovietica. Si da il caso che in quel periodo si sentisse la mancanza di COMUNICAZIONE e non si potessero reperire materiali industriali. Sottolineo, un’antenna per comunicare.

Ma veniamo a noi. Prima di Natale il prof di campi elettromagnetici si dilettava in interessantissime lezioni sulla funzione scalare di Green e quanto può essere utile (magari nella vita di tutti i giorni anche no) e sulla sorgente di test, bella lei che ci aiuta tanto. Scommetto che vi sto annoiando.

Bene, poiché l’aula 1, il vanto di ingegneria (!!!!) è dotata di una scrivania super-accessoriata e telecomandata da cui emergono, di volta in volta, strani aggeggi tecnologici che regolarmente i prof non riescono a far funzionare e tal giorno il prof non riusciva a far proiettare le slide alla lavagna luminosa con web cam… ebbene, poiché anche il microfono non ne voleva sapere di fare il suo lavoro e noi studenti eravamo ormai ciechi nel tentativo di leggere le formule EVANESCENTI sul telo del proiettore….

Ecco che il prof inizia a divagare e io, dalla mia terza fila, riferisco omettendo i conti noiosi:

Ragazzi, quanti siamo in aula? 50? 60? 70? Diciamo che in quest’aula ci sono 80 telefoni cellulari. Ogni telefono emette tot potenza, noi siamo tutti vicini *conti che vi risparmio*, stimiamo che in quest’aula, in questo momento, ci sono all’incirca X Watt di potenza”. Panico.

Il prof prosegue e, un po’ preoccupato, sorride mostrando disinvoltura mentre si libera dalla scatolina del microfono cordless pericolosamente vicino alla cintura :)   (Era già capitato con un altro prof che venisse improvvisamente folgorato da un rapido calcolo sulla quantità di aggeggi che aveva in tasca, dall’apparecchietto del vivavoce, al cellulare, alla scatolina del microfono cordless e, infine, IL CONTAPASSI!!!). Ok, sto divagando di nuovo… scusate. Cmq il prof in questione è un mito e lo stimo tanto, ormai mi chiama per nick! :)

Non so come, il monologo è dirottato sulle persone che non hanno niente di meglio da fare che protestare contro le antenne dei cellulari. Hmm… il prof continua a rimuginare e a calcolare (a voce alta). La terribile & temibile conclusione è….

…. suspance! ….

:P

… nessuno pensa mai cosa accade all’atterraggio di un aereoplano? Dico, dentro l’aereo. Pensateci. TUTTI I PASSEGGERI ACCENDONO CONTEMPORANEAMENTE I PROPRI TELEFONI CELLULARI DENTRO UNA SCATOLA (l’aereo, appunto). Le radiazioni rimbalzano da tutte la parti e si moltiplicano. Un cellulare che deve “prendere campo” irradia di più di un cellulare che sta fermo e beato perché nessuno lo fa squillare. In quel momento è probabilissimo che a quasi tutti i passeggeri arrivi contemporaneamente il messaggio da parte dell’operatore telefonico (se hai volato in un altro Paese), o dalla mamma (perché la mamma è sempre la mamma e se tu ti fossi dimenticato il cell acceso durante il volo probabilmente avresti fatto schiantare l’aereo).

Ordunque, riflettano i signori passeggeri… un aiutino: la potenza è molto maggiore di quel banale valore X calcolato in aula. Non vedo l’ora di prendere l’aereo per poter seminare un po’ di sana preoccupazione tra i colleghi viaggiatori ^_^

Iscrizione al corso

Wednesday, December 12th, 2007

12 dicembre 2007

Al prof la fantasia non manca :)

La cosa più strana è “Appello: VI“. Che io sappia di appello ce n’è solo uno. Molto natalizio, niente da dire.

Campi e.m. 2!

Tuesday, December 11th, 2007

11 dicembre 2007 

Scatto in aula. 

Signore e signori, ecco a voi LA PRIMA SLIDE del corso di campi elettromagnetici 2!!! Si vede poco bene, ma aguzzate lo sguardo!! La didascalia della slide recita “DI NUOVO!!!!” Se osservate con attenzione, nascosti tra rotori, divergenze, laplaciani e altri simboli satanici compaiono dei teschietti inquietanti…

Sento che il prof vuole lanciarci qualche oscuro messaggio…

ps: la foto l’ho scattata in tutta fretta zoomando a più non posso, direi che da una terza fila è venuta anche abbastanza decente. L’omino rappresentativo dello studente medio faceva quasi paura! Poi notare com’è centrata BENE la slide sul telo bianco. Il portatile che si collega al proiettore è pura fantascienza, qui ci si accontenta della lavagna luminosa. E ora sforzatevi di immaginare il resto della lezione :)

Ciclo 1: concluso

Friday, December 7th, 2007

7 dicembre 2007 - ore 21.49

Avere un cognome che ti costringe regolarmente ad attendere ore e ore… e ore… e ancora altre ore… ogni volta che tocca sostenere un esame orale alla fine fa di te una persona estremamente nervosa, complice il professore che, dopo aver interrogato altri 150 studenti è ancora più nervoso (e annoiato) di te e inizia ad inventare “nuove domande” non rientranti nella top ten di quesiti posti ai precedenti (più fortunati).

Oggi, capovolgimento. La vostra super-eroina lunedì mattina scorso è riuscita a prenotarsi per il SECONDO POSTO (evviva l’ordine di prenotazione e non il noiosissimo ordine alfabetico!). Marco è il primo. Sì dai, mandiamo avanti l’uomo per vedere “come gira” =P

Arriviamo in uni che praticamente è ancora notte (ok, si avvicina il 13 dicembre, le giornate si accorciano, bla bla, ma stamattina era veramente Buio e Brumoso!). Saliamo al secondo piano per andare nello studio del prof. Troviamo tutte le luci spente e un freddo polare. Io e Marco ci abbarbichiamo sul termosifone, in attesa. Arriva il prof, va nel suo studio. Noi aspettiamo, che so, magari prima si vuole mettere comodo. Mentre si ripassa, dal corridoio sbuca il prof “che aspettate???”. Si comincia. E si vede subito che le cose son diverse. Sarà complice il tepore dello studio del prof, il profondo buio del corridoio (e infatti chiudiamo la porta, un po’ di intimità!!), sarà la “freschezza” della mattina (sarà che ci siamo fatti un mazzo così per studiare bene la materia?) ma sia io che Marco veniamo promossi con dei bellissimi voti. Alle 10:00 è tutto finito. Come vorrei fosse sempre così…. quasi quasi vado a cambiarmi il cognome all’anagrafe con ABABABA. Suona, Stefania Abababa? A me sembra anche piuttosto natalizio…

Nota 1: il prof si è complimentato con me elogiando il mio ordine e la mia grafia perfettamente comprensibile e ciò mi riempie di orgoglio :)

Nota 2: il prof è stato richiamato all’ordine dalla sottoscritta “prof non è che mi potrebbe scrivere in maniera più leggibile il voto sul libretto?????“. Ordine ti do, ordine restituiscimi :)

Nota 3: il prof ha trovato bislacco il fatto che io e Marco avessimo il numero di matricola uno il consecutivo dell’altro. Io questo lo chiamo “fare le cose INSIEME” :)

Nota 4: nel 1997 frequentavo una chat che non mi ricordo più nemmeno come si chiamava e non riuscivo assolutamente a capire che caspita fosse questo “:)”

Oggi ho fatto la spettatrice

Thursday, November 29th, 2007

29 novembre 2007 - ore 20.18

Bene, bene. Mi lamentavo, ieri. Stare a casa è noioso. Stamane alle ore 7.06 schizzo in piedi colta da terribili ansie da “ci sono i ladri!!”. No, era mio nonno che usciva… e io che sono troppo suggestionabile ai racconti del vicinato. Torno sotto il piumone e ci rimango fino alle 8.12, meditabonda. Però il lenzuolo bianco attaccato davanti l’edicola recita “PRESIDIO NOTTURNO” in riferimento al fatto che qua una casa non è altro che un bel pacco sorpresa per i ladri e non se ne può più. ERGO, non sto impazzendo del tutto, però sarei più felice se Clio potesse dormire in cameretta con me e non tutta sola là fuori in garage.

Oggi mi attende una giornata da spettatrice che inizia alle ore 10.20 nel parcheggio dell’uni. Abbandono Clio accanto una mercedes bianca con il cofano aperto, non c’è traccia del proprietario. Sta piovendo. Chi si fa i fatti suoi campa cent’anni e non mi passa nemmeno per l’anticamera del cervello di chiudere suddetto cofano. Però sbircio dentro e vedo una bella borsa da palestra. Povero possessore di mercedes (tiè! così ti impari ad avere una macchina più brutta e più grossa della mia!!! Poi bianca, ma chi cavolo si comprerebbe mai una mercedes bianca?).

Marco deve sostenere l’orale di una materia brutta brutta e difficile, io no (sigh sob, com’è frustrante), quindi studio SELPR su un tavolo nel bel mezzo del corridoio dell’uni, tra amici & parenti di tra-poco-laureati che chiedono “dov’è l’aula 6?”,è in aula 6 che mio figlio si laurea?”, alcuni sono più diretti: “aula 6?”. Una tizia bionda è stata spedita al piano sbagliato dal mio rimba-ragazzo (studiare troppo forse gli fa male).

Insomma,

… ore 10.30 … una folla paurosa popola il corridoio del primo piano (l’aula delle lauree è al secondo piano quindi non ci si può sbagliare: 8638494 mila persone sono qui per questo esame, chissà come pensa il prof di smaltirli tutti entro ora di pranzo? nota: sul sito si indicava chiaramente che alle 13.00 sarebbe finito tutto.) 

… ore 12.00… gente isterica dappertutto, io studio il mio bellissimo core dell’ST7 mentre una gestionale riferisce con dovizia di particolari al suo cellulare com’erano vestiti tutti i presenti ad una festa. Ah sì, mi sono messa ad ascoltare, che possiamo tradurre anche con mi stava trapanando le orecchie e ho dovuto ascoltare per forza che: ma quel ragazzo aveva una testa Graaaande!! ma così Graaaande!!! e poi io l’ho visto e aveva una maglia bianca con le maniche verdi, poi invece mi ero sbagliata e aveva la maglia bianca con le scritte verdi, poi sono andata sul suo blog e la maglia era grigia! MA DAAAAAAAAAI! E poi lo sai che nei negozi non si trova più la mia taglia?? Mamma dice che dovrei vestirmi da Prenatal, lo vedi quanto sono magra io? Quanto sono bellissima?? Io, i miei tacchi 24 ore su 24, i capelli appena fatti dal parrucchiere bla bla bla bla bla bla bla bla….. Io decido di andarmene a mangiare qualcosa, la macchinetta delle merendine mi sputa sistematicamente fuori qualsiasi monetina provo ad infilarci dentro, vado al bar e acquisto un pacchettino di pavesini (perché è sempre l’ora dei pavesini) all’esorbitante prezzo di 1 euro. Marco ripassa e scrive formule.

… ore 13.00 … il prof va in pausa pranzo, gente sbroccosa. Io e Marco andiamo a pranzare.

… ore 14.30 … il prof torna, senza assistenti. Gente che va, gente che viene. Che palle.

… ore 15.30 … il prof va via: visita medica. Le ragazze cercano nuove strategie di aumento voto. Nasce così il teorema dell’inversione del reggiseno.

… ore 16.15 … il prof torna, più incazzato che mai. Ragazze seminude popolano il corridoio. Mai viste tante gonne ad ingegneria. Dicono che ogni mezzo sia lecito (io me lo segno, venerdì prossimo forse toccherà a me, devo recuperare il costume da bagno in tempo utile).

… ore 17.00 … ricompaiono gli assistenti tra l’insofferenza generale, io dormo distesa sugli appunti di SELPR, Marco socializza con altri studenti già interrogati. Opinioni di studenti divergenti. Uno dice “ma vaiiii! Tranquillissimo!!”, un altro lo censuriamo per simpatia. Nel cestino dei rifiuti trovo un libro smembrato e abbandonato. Questa materia non piace a nessuno, proprio no.

… ore 17.30 … ragazzaUno esce dall’aula infernale con i lacrimoni. RagazzaUno si era sbottonata la camicetta fino all’ombelico ma non ha funzionato.

… ore 17.35 … ragazzaDue esce dall’aula urlando. RagazzaDue in gonna. Lancio del libro, singhiozzi, esemplare di femmina isterica. RagazzaDue probabimente si è suicidata buttandosi giù dalle scalette di emergenza: bocciata nonostante un 25 agli scritti. Poi dicono “ingegneria tutti i capelli si porta via”.

… ore 17.40 … emergono loschi inidividui piuttosto in là con gli anni dall’aula in fondo al corridoio. Sono i tizi del master. Signora impellicciata. Signore al telefonino. Aprono la porta per uscire a fumare ed entra il gelo. Io ho freddo. Marco mi dice “speriamo che non mi chieda proprio le curve ROC”. Gli assistenti se ne vanno, ragazzi si buttano ai loro piedi implorandoli di rimane almeno altri 10 minuti, ma l’assistente è una razza infame che dimentica troppo presto quando anche lui era “uno come noi”.

… ore 17.45 … pinguini nel corridoio. Entriamo nell’auletta degli orali. Nemmeno ci accomodiamo che prof chiama Marco. “Mi parli delle curve ROC”. Marco improvvisa con piglio sicuro, il prof sembra convinto. Il prof ha gli occhiali da sole. Marco fa delle facce schifatissime rivolte a quello che ha scritto sul foglio. Prof dice “hm, sì bene bene”. Seguono altre domande. Marco risponde bene. Il voto dello scritto lievita. E lievita. E ancora. Diventa un BEL VOTO. Marco non ha il libretto, Marco porta a casa anche questo esamone. Fenomeno!!

… ore 18.00 … piove, fa freddo, io ho la tesi nello zaino ormai fradicia perché la dovevo portare alla correlatrice ma non ho fatto in tempo e Marco è felice. E anche io sono felice, sia mai che sabato e domenica abbia un po’ voglia di spiegare i misteri delle curve ROC anche a me ^_^