Archive for the 'c'era una volta' Category

Ogni tanto salta fuori una canzoncina.

Friday, June 19th, 2009

Questa è la danza del serpente che vien giù dal monte per ritrovare la sua coda che ha prestato un dì. Ma dimmi un po’, sei proprio tu quel pezzettin del mio codin?

Un sentito ringraziamento a Mr Google per la versione completa dei miei vaghissimi ricordi d’asilo (per quel che ho frequentato…). Sono ASSOLUTAMENTE CERTA di non aver mai sentito quel che segue ma - poiché sarò una Forse Futura Ingegnera Quadrata e Noiosa - riporto il seguito per completezza:

Ma dimmi un po’, se lento va, il bel serpente che dirà?

Questa è la danza del serpente che va lentamente, mi piace andare pigramente un po’ qua e un po’ là. 

Ma dimmi un po’, se in fretta va, il bel serpente che dirà?

Questa è la danza del serpente che va lestamente, mi piace andar velocemente, corro qua e là.

Ma dimmi un po’, se allegro sta, il bel serpente che dirà?

Questa è la danza del serpente sempre sorridente, così saltello allegramente un po’ qua e un po’ là.

Ma dimmi un po’, se a casa va, il bel serpente che dirà?

Questa è la danza del serpente che risale il monte, ho ritrovato la mia coda che ho prestato un dì.

Bene, ora passiamo ad una breve analisi della canzoncina.

A) è sgrammaticata.

B) mi fa ridere.

C) se ricordo bene, il gioco era stupidino e consisteva in una specie di girotondo in cui man mano tutti noi bimbetti ignoranti ci trasformavamo in schifosissimi pezzi di coda del serpente. Ma perché perdere tempo a fare ’sti giochini dementi quando il meraviglioso, scintillante e aguzzo punteruolo era lì a portata di manina, pronto ad essere usato come arma impropria? {ho sempre provato una sorta di venerazione per il punzecchiamento con il punteruolo. Punzecchiare, punz punz, tanti forellini tutti uguali uno vicino all’altro, qualcuno sul braccio del bambino scemo vicino. Ordine, ci vuole ordine in questo asilo, accipigna!}

Tutto questo inutile post per ricordare al mondo intero che se sono sopravvissuta a giorni e giorni di punteruolo… posso anche essere in grado di mantenere una certa sanità mentale - ANCHE QUEST’ANNO - fino alla fine della sessione di esami.

Sigtuna

Wednesday, October 22nd, 2008

C’è questo posto, Sigtuna.

sigtuna 

Ci sono stata un inverno oltre dieci anni fa, ma lo ricordo bene: è un piccolo sogno di neve. Le slitte (quelle fatte di legno!) per strada, il lago tutto ghiacciato. Un paio di noiosissimi musei di quadri. Quando ero piccola l’arte non mi piaceva, ricordo lunghissimi sbadigli. In questo non sono cambiata. Ricordo la visita dei reperti preistorici, quella sì che era interessante! Ma l’immagine che ho più vivida è di me e Simona a correre sul lago ghiacciato, nei nostri stabili doposci. E poi Giuseppe che voleva giocare a fare il giovincello facendo finta di pattinare, ma non aveva i doposci, ed è caduto dando una botta paurosa col fondoschiena. E io e Simona che ridevamo come pazze, sua moglie con la neve tra i capelli ricci che un po’ rideva e un po’ gli chiedeva se doveva andarlo ad aiutare, mio papà che lo prendeva in giro e mamma che, al sicuro sulla riva, si preoccupava che il ghiaccio non si incrinasse. “Mamma, ma c’è uno spessore di un metro di ghiaccio vicino alla riva! dai ma’, vieni anche tu!”. No, mia mamma ha sempre diffidato delle superfici che esistono solo d’inverno. Ha inziato a diffidare quel giorno che io avevo un anno ed ero stata ficcata a forza nella carrozzina e papà ci ha portate a fare una passeggiata (nel mio caso, una scarrozzata) sulla neve, rivelandole ad un certo punto che si trovavano esattamente nel centro del lago.

I bambini del posto indossano tute con i rampini, nel caso il ghiaccio decida all’improvviso di cedere per davvero.

sigtuna

Fa freddino da quelle parti. Però è bellissimo. Che sorpresa quando il negoziante di pietre si è rivolto a me in italiano!! Mi ha raccontato che l’Italia lo affascinava, così ha studiato la lingua. Mi ha regalato una pietra blu, una pietra pescata dal fondo del lago. Ce l’ho ancora, non so dove… Poi ho comprato due pietre: bergkristall e blyglans/silver (piccola geologa cresce, cambia idea e va a studiare ingegneria!). Le ho qui davanti a me, ora. Un pezzettino di Sigtuna sono riuscita a portarlo a casa.

sigtuna

E oggi sono potuta tornarci, almeno con il pensiero, grazie a Google Earth.

Un nuovo mestiere

Friday, September 7th, 2007

 

C’erano una volta Stefania & Marco. Entrambi senza mai troppi soldini in tasca ma assidui frequentatori di centri commerciali. Un bel giorno, durante la ronda, Stefania scorge da lontano (non fate quella smofia, ha su gli occhiali) un carrello abbandonato a se stesso. Come tutti sanno, Stefania si sente male ogniqualvolta un oggetto non si trovi al suo posto ma stia invece contribuendo a rendere ancora più disordinato questo già caotico universo. E fu così che i due eroi si avventarono sul carrello per portarlo all’ovile. Quale stupore sui loro volti nel notare il brillìo all’interno della scatolina mangiasoldi (il narratore confida che riusciate a capire da soli di cosa si sta parlando). Pieni di brio si impossessano del SOLDO, finalmente un lavoro pagato!

Ma non è tutto signore e signori! Nemmeno due giorni dopo, altro centro commerciale, stessa scena. Stefania & Marco parcheggiano Clio, Stefania fa un rapido scan della zona circostante e punta al carrello abbandonato. Anche qui un carrello farcito!!!!!!!

Con i due SOLDI guadagnati con il sudore della fronte i due eroi si comprano un gelato… e vissero per sempre felici e contenti. FINE.

(eventuali errori grammaticali sono imputabili solo ed esclusivamente al vivo entusiasmo del narratore e non direttamente alla sua persona)