26 novembre 2007 (è più o meno quasi ora di pranzo)
Il lunedì: già solo vederlo segnato sul calendario mette di malumore. È la settimana che ricomincia, o, da un’altra prospettiva, è il weekend che finisce. Io mi inserisco nel gruppo di quelli che la pensano nel secondo modo. Schifo, quindi. Il lunedì è brutto a priori. Ma può sempre diventare peggio.

Partiamo dalla gastrite che non mi passa nemmeno con le Maalox e finiamo con la ceretta. Che c’entra la ceretta? Stimo che un buon 90% della popolazione femminile ricorra ai metodi più disparati per cercare di apparire quanto più liscia possibile. Io sono anti-ceretta ma quando ce vo’ ce vo’! Esistono dei simpatici peli, odiosamente indicati come baffetti, che affliggono le donne che ci tengono ad avere un aspetto curato. T’oh, fino a qui non ho svelato nessun mistero… Per grazia divina esiste la ceretta in strisce già pronte per chi ha il terrore dell’estetista (io!). Si fa la sera e la mattina sei bella liscia. Anni di utilizzo non mi hanno mai tradita, fintanto che venne la mattina di lunedì 26 novembre.
In uno stato a metà tra lo zombie e un pupazzo spagliato con il bruciore di stomaco mi alzo dal letto e provvedo alla sistemazione della mia persona (mangia, lava, asciuga, guarda allo specchio eccetera eccetera). Durante la fase “lava” inizio a sentire un forte pizzicore sulla zone di pelle sopra il labbro sinistro, un tetro presagio mi si affaccia alla mente: ho stampato in faccia un rettangolino di pelle rosso vivo. Dolore psico-fisico. Panico. Cerco di tranquillizzarmi “ma dai, chi vuoi che se ne accorga, c’ho pure il superfondotinta comprato in farmacia, ora sistemo tutto“. Mi inizio a truccare… brucia troppo, mi strucco. Disperazione. Mi ritrucco, brucia, “chi bella vuole apparire un poco deve soffrire, cavolo!!“. Sulla via del suicidio esco dal bagno e vado in camera per gli ultimi preparativi prima di uscire. Nella testa una cantilena “ma dai, sono proprio scema, io lo noto perché SO, ti pare che la gente mi guarda in faccia (che mi metto per non farmi guardare in faccia???), semmai mi avvolgo nella sciarpa, cavolo oggi non fa freddo per niente, è ora di tirare fuori un po’ di autostima, su su, me ne devo fregare del mondo, sarà un modo per rallegrare i lunedì mattina degli altri…. ma chi lo noterà, ti pare, comunque questo fondotinta non copre un bel niente!”
Incrocio mia mamma, ordinariamente miope e assonnata, che mi fa “AHHHH!!! ma che hai fatto?!?!?!?”. Mi sforzo di rimanere composta.
Infilo la giacca ed esco. Già davanti al cancello dovevo capire che oggi non era giornata. Incontro difatti la mia vicina sciancata con la nuora che mi salutano (io nascosta dietro i capelli). Strano, la sciancata non si sveglia mai prima di mezzodì (tranne il sabato e la domenica per fare casino, ma ormai lo sapete). C’è traffico già dentro le strade interne di quartiere. Ancora più strano, di solito almeno fino al bar la via è libera. Mentre armeggio con l’autoradio noto con la coda dell’occhio un’altra vicina, l’alito-di-aglio, ferma che aspetta il bus. Mi nascondo sotto al volante finché non passo oltre (con una media di 0.067 km/h).
Con 20 minuti scopro cos’è che causa tanto traffico: incidente. Ah, che bello!!! Proprio 2 metri prima del benzinaio, certo… altrimenti potevamo tutti aggirare la municipale ed essere felici e contenti.
Faccio inversione a U. Mi piace fare inversione a U ma non mi piace arrivare in ritardo all’università! Altro percorso, altro traffico. LAVORI IN CORSO. In un mare di disperazione inizio a cantare insieme alla radio
“Brava!
Brava!
Come sono brava! Brava!
Certo se qualcuno vuole proprio proprio pignolare
forse qualche cosa non so fare ma sicuramente sì”
(mai scelta fu peggiore di questa…)

In un modo o nell’altro riesco a guadagnare la rampa del raccordo, sì!!!!!!! Emulando SpeedyGonzales riesco a parcheggiare in uni addirittura 5 minuti in anticipo. Sui vetri rotti. Ci manca solo che mi rompono i vetri della macchina.
E non dimentichiamoci del triste mio rettangolo ormai in fiamme. Non ho più nemmeno voglia di raccontare, solo che sono riuscita ad immatricolarmi per la specialistica (previa fotocopia del documento che non avevo provveduto a fare), e folgoranti fitte allo stomaco mi hanno costretta a rincasare prima del previsto.
Sto proprio male ma non ho nessuna fantasia di andarmene dal medico per farmi tastare lo stomaco, tanto il mio stomaco si sta gonfiando talmente tanto che tempo 2 ore e potrà andare dal medico sulle sue gambe.
Fine delle comunicazioni.