Sorseggiando thé tiepidino (perché caldo proprio no!)

October 21st, 2009

Bene, eccoci qua. Io, tu che leggi, il mio mal di testa perenne, la possibilità di recuperare la password del blog ogni volta che voglio accedervi. Che poi non mi è chiaro perché la necessità di scrivere sul blog spunti fuori sempre insieme al mal di testa. Vabbé.

Oggi ho fatto il cambio di stagione. Ho ritrovato i miei calzini estivi in mezzo ai maglioni di lana!!!

Ogni tanto salta fuori una canzoncina.

June 19th, 2009

Questa è la danza del serpente che vien giù dal monte per ritrovare la sua coda che ha prestato un dì. Ma dimmi un po’, sei proprio tu quel pezzettin del mio codin?

Un sentito ringraziamento a Mr Google per la versione completa dei miei vaghissimi ricordi d’asilo (per quel che ho frequentato…). Sono ASSOLUTAMENTE CERTA di non aver mai sentito quel che segue ma - poiché sarò una Forse Futura Ingegnera Quadrata e Noiosa - riporto il seguito per completezza:

Ma dimmi un po’, se lento va, il bel serpente che dirà?

Questa è la danza del serpente che va lentamente, mi piace andare pigramente un po’ qua e un po’ là. 

Ma dimmi un po’, se in fretta va, il bel serpente che dirà?

Questa è la danza del serpente che va lestamente, mi piace andar velocemente, corro qua e là.

Ma dimmi un po’, se allegro sta, il bel serpente che dirà?

Questa è la danza del serpente sempre sorridente, così saltello allegramente un po’ qua e un po’ là.

Ma dimmi un po’, se a casa va, il bel serpente che dirà?

Questa è la danza del serpente che risale il monte, ho ritrovato la mia coda che ho prestato un dì.

Bene, ora passiamo ad una breve analisi della canzoncina.

A) è sgrammaticata.

B) mi fa ridere.

C) se ricordo bene, il gioco era stupidino e consisteva in una specie di girotondo in cui man mano tutti noi bimbetti ignoranti ci trasformavamo in schifosissimi pezzi di coda del serpente. Ma perché perdere tempo a fare ’sti giochini dementi quando il meraviglioso, scintillante e aguzzo punteruolo era lì a portata di manina, pronto ad essere usato come arma impropria? {ho sempre provato una sorta di venerazione per il punzecchiamento con il punteruolo. Punzecchiare, punz punz, tanti forellini tutti uguali uno vicino all’altro, qualcuno sul braccio del bambino scemo vicino. Ordine, ci vuole ordine in questo asilo, accipigna!}

Tutto questo inutile post per ricordare al mondo intero che se sono sopravvissuta a giorni e giorni di punteruolo… posso anche essere in grado di mantenere una certa sanità mentale - ANCHE QUEST’ANNO - fino alla fine della sessione di esami.

post impegnato

June 2nd, 2009

Sto studiando per l’esame di antenne. Necessito di svago. Ecco, decido che ho voglia di accedere al blog. Tento di accedere al blog ma non ricordo la password (quando si dice “memoria a breve termine”…). Non ricordo nemmeno la mail con cui mi sono registrata su wordpress. Poco male, ho soltanto 3746,4444 caselle di posta diverse, che ci vuole a procedere per tentativi. Perdo 10 minuti della mia vita e recupero la password. Eccomi qua. Noto con piacere che lo spam non manca mai :)

Poiché ho perso “l’ispirazione della blog-scrittura”, torno a studiare le mie antennine.
Saluti.

all’acqua

March 31st, 2009

Sono passati 10 anni giusti giusti dall’ultima volta..
Gennaio 2009: Stefania mette piede nella reception di una piscina, tentennante e dubbiosa. L’odore del cloro la investe: QUELL’ODORE che non si toglie nemmeno dopo mezz’ora di doccia e quintalate di sapone profumato, quell’odore che ti rimane impregnato addosso… il cloro, distruttore di pelle & capelli. Odiatissimo cloro. Il direttore sportivo cerca di convincerla ad iscriversi in un corso di principianti. Stefania insiste per qualcosa di più impegnativo, a rischio di sembrare un’antipatica molesta. Ne esce vittoriosa e spavalda, con l’odore del cloro nel cervello e il tesserino dell’associazione datato 07-01-2009 riposto con cura nel portafoglio. Si può dire che pare sicura di essere ben più di una principiante.
Lezione 1: meno di 30 vasche e Stefania è knock-out. Stefania che si domanda se sia stata una buona idea riprovarci. Se lo immagina, il direttore sportivo, panciuto e beffardo, che pare abbia i pensieri condensati a chiare lettere nella nuvola bianca da fumetto: te l’avevo detto che sei una principiante, PRINCIPIANTE! Nel frattempo, l’istruttore se la guarda e le domanda perché mai debba consumare immediatamente ogni briciolino di forza... Stefania riflette.

Passano le settimane…

Prima proposta (dopo una manciata di lezioni): vieni 3 volte a settimana invece che 2, ho in mente di farti provare a fare qualche gara… -> io contenta!

Seconda proposta (oggi, a soli 3 mesi dal nuovo inizio): vieni 4 volte a settimana invece che 3, ti devo assolutamente far fare le gare!.. e mi ritrovo a portare documenti e fototessere per il tesseramento nuoto master, a frugare dentro il cassetto in cerca di un paio di pantacollant (il mistero dei pantacollant, non ho mai osato chiedere a cosa servissero di preciso! finalmente capirò a che caspita servono indossati in acqua!) -> io ancora più contenta, ma che dico CONTENTA, di più!!! Soddisfatta!!! Soddisfatta come gli 8 secondi subito dopo aver stretto la mano al presidente della commissione in sede di laurea, soddisfatta come quando sono riuscita a correre 40 minuti di seguito senza morire soffocata (per me è stata una bella lotta e un bel traguardo!), soddisfatta… tanto.

Per me inizia un nuovo percorso e ce la metterò tutta, a costo di uscire dalla vasca strisciando… voglio stancarmi, impegnarmi al massimo e MIGLIORARE. Magari è la volta buona che riesco ad indirizzare le mie energie in qualcosa di costruttivo.

Oppure… sta’ a vedere che tutta questa potenza deriva da anni e anni di accumulo STRESS???? Quando nuoto penso soltanto “il braccio va qua, la spalla va tirata di più… allungati, sposta l’acqua indietro…” e STO BENE. Grazie acqua!!!!

Stracittadina 2009

February 25th, 2009

Pronti per la Fun Run 2009?

stracittadina fun run roma 2009

La sottoscritta ha avuto il categorico divieto da parte dell’istruttore di nuoto di correre e/o rimbalzare per nessun motivo al mondo, pena tante frustate se oso accusare il benché minimo doloretto alla schiena.

Insomma, ci andiamo lo stesso, vero? :D

Succhi gastrici

February 21st, 2009

Sospetti mugugni provienienti dalla pancia, stomaco che si contorce. Ha fame. Ma nella pancia non c’è niente di niente. E lo stomaco si lamenta sempre di più, finché non gli viene un’idea. E inizia a girarsi al rovescio, quel che era dentro fuori e quel che era fuori dentro. Bene, così c’è un sacco di roba da digerire. Con moltissima calma attacca il corpo che lo ospita… Finché non rimane più nulla, oltre ad un semplice stomaco sazio in mezzo al parcheggio di ingegneria. Gli tornerà fame prima o poi..

Rediviva ;D

February 12th, 2009

Come ormai sanno tutte le persone che hanno interagito con me per più di 20 minuti, soffro di cefalea tensiva. Volgarmente: MAL DI TESTA. Pertanto sono in cura neurologica da qualche anno, la mia dottoressa le ha provate tutte con me: alla fine abbiamo scoperto che Efexor riduce gli attacchi di cefalea da “tutti i giorni e tutte le notti” a “una - massimo due - volte al mese”. Ottimo direi!

Se non fosse che… esistono gli effetti collaterali. Ma per non avere mal di testa questo e altro miei cari! Quando desideri più di ogni altra cosa svitarti la capoccia per quanto ti fa male e poi prenderla a calci e ridurla ad una massa pulsante e sanguinolenta… e bhé, è il caso di accettare i compromessi con gli psicofarmaci che in teoria servirebbero per curare disturbi d’ansia, depressione, ideazione suicidaria e via dicendo… ma che per qualche magica motivazione inibiscono il mostruoso mal di testa che tanto odio!!
Poi un bel giorno scopri che per fare le analisi del sangue devi sospendere almeno tre mesi prima l’Efexor perché sballa tutti i valori e poi nel laboratorio di analisi si finisce a capire fischi per fiaschi e noi no, noi vogliamo capire fischi per fischi e fiaschi per fiaschi! mica bau bau micio micio se devo pure spendere 200 euro per farmi succhiare via qualche fialetta di rubiconda linfa vitale ;)
E fu così che smisi di assumere la mia cara venlafaxina tutto d’un botto dopo qualche mese di assunzione, che passai 4 giorni d’inferno in piena crisi d’astinenza tra vertigini, fame tremenda e sonnolenza.. con la netta sensazione di aver fatto un milione di giri sul Katun con lo stomaco strapieno di vodka alla pesca…

Io e la mia testardaggine però ci siamo coalizzate e non abbiamo ceduto: chi è più forte, la nostra squadra oppure uno stupido psicofarmaco? Pussa via crisi d’astinenza, noi non ci vogliamo credere di dover dipendere da una capsulina rosa!!

Il giorno in cui ti svegli senza più aver voglia di vomitare per colpa dei “bzz bzz” che ti riempono la testa e ti immobilizzano per qualche istante (se non altro perché ti dici “che è ’sto bzz bzz?” e devi prenderti un attimino per capire “ah no, è solo il mio organismo che sta cercando di comunicarmi che gli manca la venlafaxina“) e insomma un bel giorno ti alzi e fisicamente STAI DI NUOVO BENE! WOW!!!

E poi ti ritrovi a fissare la tua immagine allo specchio e a sentirti triste senza capire cosa c’è che non va… è un normalissimo giorno come un altro, da dove salta fuori tutta questa depressione? Perché mi sento così vuota oggi?

Un altro paio di giorni e tutto si stabilizza: torni in forma anche psicologicamente. E’ tutto ok, finalmente.

Però ci rifletti su, te lo chiedi…. ti domandi “ma ho assunto un farmaco oppure una droga?

Emozioni masticate

January 6th, 2009

Ho fatto un altro sogno. Ero in un luogo via di mezzo tra la mia scuola superiore, l’università e un aeroporto. Tanti corridoi e porte scorrevoli, ogni porta un’aula e una miriade di persone. Dovevo seguire alcune lezioni, orario alla mano. Nella prima aula mi sono addormentata, prof noioso. Percorro il corridoio e incontro delle ragazze che fanno gruppo, vado al bagno con loro. Il bagno è gigantesco, talmente grande che sembra un intero pub. Socializziamo, rompiamo un lavandino e scatta l’allarme. Arriva uno dei bidelli con la scopa e ci caccia via per pulire tutto, poi esce fuori nel terrazzino con noi e ci bisbiglia che in aula laboratorio possiamo trovare “le gomme”. Una delle ragazze lo bacia e vanno via. Io e le altre ci sparpagliamo. Trovo l’aula laboratorio e aspetto che finisca la lezione precedente. Dalla porta escono tanti ragazzi completamente rivestiti di gommapiuma, si stanno picchiano l’un l’altro con una furia inaudita. Entro e mi siedo in fondo. Con la coda dell’occhio vedo un ragazzo attardarsi per tirare via un pezzo di un materiale gommoso da un grande blocco di “gomma”. Mi arriva una voce “quello si mastica, è felicità”. Mi spiegano che ciascun blocco provoca un’emozione diversa e che li dovrei provare tutti, a piccole dosi. Entra la prof con in mano un piccolo blocco gommoso a strisce blu e giallino chiaro, “è dolore”, mi informano, “di quello assaggiane pochissimo”. Mentre la prof spiega io mi allungo dalla mia sedia e strappo via un pezzo di “euforia”, mastico, divento euforica. Salto in piedi e inizio a ballare. La prof si incazza, mi stringe le mascelle con una mano e prova ad infilarmi in bocca il dolore. “No”, rido, “cosa pensi di fare con me?”. Rido, rido e ballo, rido e le tiro un cazzotto. Rivolta ai miei compagni tiro Euforia a destra e a manca, in breve siamo tutti senza controllo. Arrivano le guardie e ci chiudono dentro l’aula, la prof piange disperata. Balliamo e ci picchiamo senza pietà, nessuno sta masticando Pietà. Mi offrono altre gomme, ognuna ha un colore diverso. Rifiuto, voglio solo Euforia, mi avvento sul blocco gommoso e cerco di staccarne via quanta più mi è possibile, è maledettamente dura e oppone resistenza ma io ci riesco, me ne riempo lo zaino, le tasche, gomma ovunque, tutta per me. Gli altri ragazzi si arrabbiano, pretendono che gliene lasci un po’. Indico Felicità e me la svigno. Ci sono poliziotti ovunque, stanno sbarrano le porte per chiuderci dentro ed iniziare L’ESPERIMENTO DEL LABORATORIO. Riesco ad uscire, a nascondermi. Infilo in bocca un pezzo di un altro blocco senza prima informarmi su cosa esso provochi. Mastico Euforia e Bho, li mastico e mi sento fortissima e invisibile. I poliziotti stanno immobilizzando i miei compagni, li legano sdraiati sui tavoli, la prof apre una valigetta. Poi la prof inizia ad aprire i miei compagni. Io mastico e sorrido, “aprili pure, non potrai MAI sapere cosa hanno dentro VERAMENTE”. Io - invece - lo so. Scappo tra i corridoi e arrivo in sala d’attesa, è pieno di professori che urlano ad un poliziotto che sta illustrando un grafico, mi metto in ascolto. “Le gomme stanno finendo, i laboratori dovranno essere chiusi..”. Sorrido, io ho scorte di Euforia da qui alla fine dei miei giorni.

Buona Epifania a tutti ^^

perché mi fai questo?

January 4th, 2009

E’ rosa, piccolo e carino. L’ho desiderato tanto. Pensavo a lui tutti i giorni, pensavo quanto sarebbe stato bello tenerlo nel palmo della mia mano. Sognavo che avremmo avuto un futuro insieme..
Così finalmente, un bel giorno… Owned creative zen stone plus:
creative zen stone plus

E subito ho capito che non mi amava, che di me non gliene importava nulla. Amara delusione.
Perché si rifiuta di svolgere il suo lavoro? Perché si spegne nel bel mezzo di “quelli che benpensano” e si rifiuta di riaccendersi? Perché mi fai questo, mio adorato lettore mp3???

Parliamone.. sono sicura di poterti capire e aggiustare le cose tra noi!!

ciao 2008..

December 31st, 2008

ciao 2008… mi hai portato qualche imprevisto e io me la sono cavata, mi hai dato fiducia in me stessa, giorni di pura serenità e giorni di stress… ma siamo stati bene insieme! ti ricorderò come un anno tranquillo :)

Daft bodies

December 23rd, 2008

male or female?
chi vuole ballare con me?

Riccioli d’oro e i tre orsi

December 22nd, 2008

C’erano una volta tre orsi che vivevano in una piccola casa nel mezzo della foresta.
Si trattava di un orso grande, Papà Orso, di un orso medio, Mamma Orso e del loro piccolo, chiamato Orsetto. Un mattino Mamma Orso preparò una grossa pentola di latte che versò nelle tre tazze della colazione. Ma il latte era troppo caldo da bere.
«Lo lasceremo raffreddare mentre faremo una passeggiata» disse Papà Orso.
«Cosí al ritorno lo troveremo al punto giusto» disse Mamma Orso.
Lí vicino, chissà dove però, viveva una bambina dispettosa. Si chiamava Riccioli d’Oro per via dei suoi lunghi capelli biondi. Un mattino, passando davanti alla casa dei tre orsi, vide che la porta era aperta. «Mi piacerebbe entrarci!» si disse. Appena vide il latte, volle assaggiarlo: «Ho fame davvero» pensò. Ma il latte della tazza di Papà Orso era ancora troppo caldo. E quello nella tazza della mamma era troppo denso. Allora Riccioli d’Oro assaggiò il latte dell’Orsetto. Andava proprio bene, cosí lo bevve.

Subito dopo Riccioli d’Oro decise di sedersi. Ma la sedia di Papà Orso era troppo alta. Poi si sedette su quella media di Mamma Orsa: «Questa è troppo dura per me!» disse. Infine trovò la seggiolina di Orsetto. Non era troppo alta. Non era troppo dura. Andava proprio bene. Riccioli d’Oro si sedette felice sulla seggiolina di Orsetto ma era troppo pesante. La seggiolina si ruppe in tanti pezzi.
Riccioli d’Oro cadde a terra: «Che spavento! - si lagnò - Ora devo riposare un po’». Riccioli d’Oro salí al piano superiore e provò il letto grande ma era troppo duro per lei. Poi provò quello medio ma era troppo molle per lei. Quando provò a stendersi sul lettino di Orsetto lo trovò proprio comodo. E si addormentò.

Poco dopo i tre orsi tornarono dalla camminata. «Adesso voglio bere il latte» disse Papà Orso. Ma arrivato al tavolo gridò: «Qualcuno ha bevuto il mio latte!» «E qualcuno ha bevuto il mio» disse Mamma Orso. «Ma perché non gli è piaciuto il mio latte?» si chiese. «Gli è piaciuto il mio! - gridò Orsetto vedendo la tazza vuota - Qualcuno lo ha bevuto tutto!».
«Guarda - disse Papà Orso -Qualcuno si è seduto sulla mia sedia».
«E qualcuno sulla mia! » disse Mamma Orsa.
«Qualcuno si è seduto sulla mia seggiolina - singhiozzò Orsetto - E l’ha rotta tutta!»
I tre orsi cercarono in giro per la casa. Di sopra guardarono qui e là.
«Qualcuno ha dormito nel mio letto» gridò Papà Orso.
«E qualcuno nel mio» urlò Mamma Orso.
«Oh, qualcuno dorme nel mio letto!» esclamò Orsetto.
Al suono della voce di Orsetto, Riccioli d’Oro si svegliò. Vide Papà orso che la guardava arrabbiato. Riccioli d’Oro saltò giù dal letto e corse per le scale più in fretta che poté. Fuggí nel bosco e scomparve alla loro vista. «Sono sicuro che non ci darà più fastidio!» disse Papà Orso. E infatti fu cosí.

idee chiare

December 16th, 2008

Ho sempre avuto chiara l’idea di cosa NON avrei voluto studiare all’università: medicina, storia, lettere, filosofia, psicologia, economia, architettura, lingue orientali e giurisprudenza. Il top del top delle cose che NON mi piacciono, elencate in modalità random.

Così sono andata al liceo SCIENTIFICO: ho trovato una prof pazzoide che mi ha fatto studiare tanta schifosissima storia e tanta melmosa filosofia. In prima liceo ho litigato con la prof di latino, convinta di dover sostenere la mia idea che “il latino non serve a niente, perciò perché studiarlo”.
Alla fine sono cresciuta e ho scelto ingegneria. Tra gli esami obbligatori della triennale troviamo: “elementi di ECONOMIA ed organizzazione aziendale”, “ECONOMIA per l’ingegneria” e infine una scelta tra “competenze dell’ITALIANO scritto e orale” e “cultura generale (alias STORIA!)”.
Così ho scelto di specializzarmi e fare una scuola *speciale*: domani mi tocca sostenere l’esame di LEGISLAZIONE.

Mi sfugge la morale di tutta la faccenda. Oh vita (vocativo), cosa stai cercando di dirmi???

Se

December 14th, 2008

Se la vita media fosse di 400 anni, cambierebbe qualcosa a livello di emozioni? Rallenterebbero i ritmi della settimana?

C’è una cosa che vorrei espandere: le giornate. E comprimere le ore di sonno, comprimerle fino a non dover dormire più di 5 minuti ogni 24 ore. Avere più luce, più energia, più voglia. Forse avere anche più di 23 ore e 55 minuti di veglia. Diciamo che con giornate di 200 ore potei riuscire a farci stare tutto, forse.

Mi serve giusto quel po’ di tempo, solo un po’. Anche l’attimino dell’urlo libero/liberatorio.

Hmmm.. Secondo me non andrebbe bene nemmeno così. No, ci sarebbe bisogno di altro… non so cosa..

Viaggio epico

December 11th, 2008

Cantami, o Diva, della studentessa Stefania il viaggio funesto, che in due lunghe ore ebbe tempo di travolgere la di lei Gioia del Mattino e tramutarla in Noia mortale.

Piove, dalle nuvole dense. Piove sul tettino dell’abitacolo, piove tutt’intorno e piove sul bagnato. Piove. Odi? La pioggia cade sulle incolonnate vetture.

E andiamo di tratta in tratta, ora abbattuti, or speranzosi, e mi sovvien l’eterno e le morte stagioni.

A dicembre, la città si sommerse in un istante..

le mie priorità

December 7th, 2008

Sabato sera: giretto al centro commerciale, incontro con Il Saggio e Karth, decisione di mangiare insieme una pizza previa estensione dell’invito ad Omega, che accetta, e ad Andynaz, che ci da buca.

Satolli di frittura e pizza, decidiamo di rintanarci alla Civetta sul Comò, simpatica ludoteca economicissima. La Civetta si rivela essere strapiena di gente e noi ci attacchiamo.

Siamo fuori in strada, fa freddo e abbiamo le pance talmente piene che anche pensare è difficile. Mentre siamo lì fuori che chiacchieriamo del più, del meno e delle radici quadrate, ecco che io e Marco ci scontriamo e, in qualche modo, il mio dito pollice è vittima di un tragico incidente: soffro come una disgraziata perché mi si è parzialmente alzata l’unghia. DOLORE ACUTO E PERFORANTE. Mezza gocciolina di sangue fa decidere alla nostra carissima Saggio che sarebbe - appunto - SAGGIO andare a recuperare del ghiaccio per il mio pollice moribondo.

Torniamo alla Civetta, recuperiamo del ghiaccio e Il Saggio mi accompagna giù per le scalette verso il bagno per sciacquare via il dolore. Alla Civetta fa parecchio caldo.

Risaliamo le scalette e la mia testolina decide di iniziare una danza vorticosa e senza senso. Attraversiamo i tavoli e io non so più chi sono. Usciamo dalla porta del locale e il freddo c’investe: decido così che è giunto il momento di perdere i sensi.

Nel magico mondo dello svenimento io non sento, non vedo e non mi reggo in piedi. Insomma sembro leggermente morta, cosa che penso abbia spaventato i miei carissimi amicici e Marco (scusate!). Mentre sono tutta impegnata a farmi diventare le labbra blu e la pelle color cadavere, ecco che capisco cosa è DAVVERO IMPORTANTE: non permettere al mio bellissimo cappellino di cadere a terra.

Afferro il cappellino con una mano (l’unica parte di me ancora cosciente) e decido che il cappellino è VITA, che giammai deve sporcarsi cadendo a terra. Cappellino, mia unica fonte di Fashion. Mio cappellino, quanto ti amo.

Ad un certo punto apro gli occhi e vedo: sconosciuto che mi tiene per i piedi, Marco che mi scavalca per prendere qualche cosa, tante facce che mi fissano. Poi vedo il bicchiere con acqua e zucchero e decido che sono salva.

Nonostante la mia performance, alla Civetta ancora non c’è un tavolo libero per noi. Usciamo a riveder le stelle e Karth suggerisce di scrivere un post su “le mie priorità”. Eccolo!

Stefania, l’anima dei sabato sera, ringrazia tutti quanti per la pazienza, la premurosità e per averle raccolto la borsetta.

ascensore

December 4th, 2008

Studi scienfici* condotti su un campione di N (N >> 1) studenti di ingegneria, dimostrano che la totalità degli indossatori di tute da ginnastica attendono pazientemente - chi più, chi meno - l’ascensore piuttosto che costringersi alla faticosa discesa o ascesa di 1 (uno) piano di scale.

* Stefania e Marco in osservazione davanti la porta dell’ascensore durante la “pausa caffé”, ossia quando il flusso di studenti che ha necessità di recarsi al pianterreno è massima, poiché è lì che il Bar è ubicato.

Stefania - studi scientifici alla mano - non potendo credere ai propri occhi, tenta di darsi una spiegazione del fenomeno in termini razionali. Stefania sostiene che lo studente di ingegneria che osa recarsi in tuta da ginnastica a lezione è in realtà uno sfaticato, talmente nullafacente da non aver nemmeno la buona creanza di impiegare 1 (uno) minuto del suo tempo prima di uscire di casa per scegliere abiti consoni al Sacro Tempio del Sapere. Esso pertanto non solo dovrebbe essere chiuso ermeticamente nell’ascensore per un tempo t indefinitamente lungo per permettergli di riflettere sul proprio Peccato, ma andrebbe altresì espulso dalla Facoltà.

Come può uno studente di ingegneria indossare una tuta durante le lezioni? Perché farci credere che sia uno sportivo quando è palese che anche una misera rampa di scale lo metterebbe K.O.?

Studenti con la tuta da ginnastica, statevene a casa!!! Se proprio non ce la fate ad abbinare un paio di jeans ad un maglione, allora venite direttamente in pigiama: sicuramente possedete dei pigiami più belli di quelle tute larghe larghe e con l’elastico stretto alle caviglie, non vi si può guardare… dico davvero, non vi si può guardare!… bimbiminkia…

gli sgraffignoli

December 2nd, 2008

ma gli sgraffignoli non abitavano sotto il pavimento? è possibile includere anche i pavimenti del secondo piano? (ma li conoscete gli sgraffignoli, sì? la leggevate Mary Norton da bambini, sì? e Roald Dahl?)

Bignamino sugli sgraffignoli: gli sgraffignoli sgraffignano! In altre parole, prendono in prestito quello che gli può servire: un ditale per far da bicchiere, un fazzoletto come lenzuolo, un calzino come sacco a pelo e via discorrendo..

è evidente la loro presenza sotto il pavimento della mia casa. negli ultimi giorni si sono appropriati delle forbicine Mister Baby rosa, cimelio di famiglia dal 1983. hanno poi fatto incetta di mutandine a pois con fiocchetto, di una costina per rilegare i fogli, di un maglioncino nero, del cd dei beatles con tutti i testi delle canzoni e di innumerevoli altri oggetti (non dimentichiamoci del giorno in cui sparì una delle mie pillole).

la cosa più sorprendente è la loro ultima trovata: lo sgraffignamento dell’acqua calda che noi UMANI usiamo per sciacquarci i capelli quando abbiamo appena finito di insaponarli ben benino. e zac! ecco che dirottano l’acqua calda alla loro reggia sotto il pavimento e a te non resta che mettere la pentola sul fuoco per evitare il congelamento e per liberarti di tutta quella schiuma.
parliamo anche dello sgraffignamento del tempo?? perché mi sembra di dormire così poco durante le mie notti?

prima lezione

November 28th, 2008

Esordio del Prof: “oggi non è che c’ho tanto da dirvi, volevo fare giusto una lezione introduttiva per capire di che morte dobbiamo morire…”

Bambini prodigio

November 19th, 2008

Io e Marco passiamo nello studio del prof di Sicurezza delle Reti per domandargli quando partirà il corso, il prof risponde che partirà questa settimana. Io e Marco precipitiamo nello sconforto a causa di una perfetta sovrapposizione di orario con un’altra materia, Reti di Accesso.

Sconsolati, ce ne andiamo nell’atrio ad aspettare l’arrivo di un altro prof. Poiché io e Marco siamo una squadra, pianifichiamo dei turni su Chi seguirà Cosa e sulle modalità di scambio appunti. Ed ecco nel mentre riapparire il prof di Sicurezza che se ne va a tutta birra nel suo studio bis, cioè il terrazzino fumatori. Se non trovate il prof di Sicurezza nel suo studio ufficiale, state certi che si trova nello studio bis.

Con metà del corpo è fuori, con il resto di se stesso è affacciato nell’atrio e sorprende me e Marco con una serie di esclamazioni degne di post.

“Ma voi due dovete seguire il corso con me? Ma perché, voi siete già al quinto anno???”

Io e Marco annuiamo con le nostre testoline e la nuvoletta a punto interrogativo che ci sovrasta, aspettandoci chissà quale oscura notizia da parte del prof.

E lui insiste “Ma davvero siete già all’ultimo anno???? Ma…. COSI’ GIOVANI?????? Come siete giovani…. così giovani….”

COSA AVRA’ VOLUTO DIRE???